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31/01/24

“Il dondolo di Frank”, Largo ai giovani… competenti e liberi!

 
Mi immagino questa scena che segue, un po’ per empatia, un po’ per doverosa fiducia nei confronti di una giovane professoressa con contratto a termine, investita due mesi fa del ruolo di assessore. Ed ora che è un personaggio publico, mi auguro che pensi e non si scordi (mai) che i mesi che seguiranno, fatti di opportunità, progetti, attività, idee o, al contrario, la loro negazione, non saranno solo le sue, ma anche, nel bene o nel male, di altri 47mila e più cittadini sbennesi.

Per ipotesi retorica, premetto che se mi avessero chiesto di diventare assessore alla cultura del Comune di SBen, dopo un sussulto, avrei preso qualche ora per pensarci su, ma vedendo e immaginando la compagine e il lavoro di ‘accettazione’ che avrei dovuto presumibilmente sopportare, avrei risposto: NO, grazie.
 
Confesso che una ’si lusinghiera richiesta mi avrebbe gratificato ma nel contempo imposto un turbinìo di domande che mi avrebbero creato dolori e inappetenza (per chi mi conosce sembra impossibile), vertigini da acufeni insopportabili oltre a una crisi profonda di identità… Dopodiché, impettito e risoluto come un “fascista su Marte”, avrei risposto come sopra: ancora NO! Non scherziamo! Sono l’ultimo degno per questo incarico. Mi sarei forse detto perché avrò dimostrato di conoscere un certo ambiente culturale locale e un po’ oltre confine; che so fare e organizzare mostre e incontri di vario genere; che molti mi danno credito di serietà e capacità; che godo di stima e fiducia di molti concittadini; che non ho debiti con fornitori e passati collaboratori, ma anzi con i quali ho dei rapporti ottimi; che le mie attività hanno sempre posto in primis il ‘noi’ e non l’’io’ che ho posto sempre in ombra; che ho ricevuto un Primo premio nazionale e qualche segnalazione per le attività di maker digitale svolte nel mio laboratorio; che ho contribuito a fondare varie associazioni culturali; che ho avuto l’onore di cofondare una rivista d’arte e fatti culturali e portata avanti per dieci anni con sessantadue numeri pubblicati; che ho ancora un po’ di entusiasmo e idee da coltivare. Ma insomma NO. Non ho il titolo di Cavaliere Templare e non mi piacciono tutti quelli che si fregiano di medagliette, vessilli e bandiere pronte da issare, per poi far finta di soffiarcisi il naso per l’imbarazzo.
 
Immagino che l’attuale assessora alla cultura del Comune abbia avuto le stesse ‘emozioni’ nel decidere di valutare la medesima richiesta. Nel decidere di accettare avrà giocato la giovane età, e la conseguente voglia di mettersi in gioco con la naturale incoscienza di pensare: evidentemente ho delle qualità e ora le voglio dimostrare. Dieci anni sulle navi da crociera e un po’ di insegnamento sull’accoglienza turistica e relazioni internazionali saranno pur qualcosa!
Poi, mettiamoci pure una spiccata autostima e l’immaginarsi di vedere due righe così importanti aggiunte al proprio curriculum (le daranno sicuramente lustro per il proseguo della sua carriera. Vuoi mettere? “Già assessore alla Cultura del Comune di San Benedetto del Tronto”, quarta città più grande della regione Marche). E poi, a una novizia si può perdonare almeno un anno di ‘apprendistato’… e con al suo fianco dirigenti competenti, consiglieri più esperti, una rete di suggeritori personale e pubblica, senza che le navi facciano l’inchino davanti alla nostra costa, le eviteranno di fare brutta figura(?!). Non certo più di altri! che hanno dato buona parte del bilancio dell’assessorato allo sfumacchiamento delle Frecce Tricolori sulle nostre beneamate palme. Poi, niente paura, c’è il suo ‘sponsor’ che non la lascerà mai sola, l’ex calciatore che nel suo curriculum dichiara un’istruzione Primaria con “Esperienza professionale: calciatore”, scritto a penna dopo una cancellatura a fianco di chissà che cosa (si deve a lui la recente perla del calendario “Miss Grand Prix 2024”, immancabilmente sostenuta dal sindaco il sempre-gaudente, commerciante di successo, non più a tempo pieno, di stampanti, mobili e servizi di copisteria). Insomma, con una compagine così ricca di idee, generosi attivisti e presenzianti decine di emerite iniziative come la Prospettiva di vanortoniana memoria, si può non sbagliare? Quest’ultima, dicono, sia stata un “successo, con oltre 960 presenze” in quasi 6 mesi di esposizione (5,4 ‘presenze’ al giorno in piena estate), ha dato il colpo di grazia al già agonizzante attivismo culturale-artistico cittadino. Ma si sa, il famoso ‘fondo’ è ancora da ispezionare.
 
È notizia certa che la neo-assessora Sebastiani ha ricevuto, nei giorni scorsi, degli operatori culturali (esperti e ben curriculati) per conoscerli, i quali le hanno manifestato l’impegno e la disponibilità per creare importanti eventi d’arte. A fianco della Sebastiani però, come a testimoniare l’imprinting ed esprimere plasticamente la ‘posta in tutela’ della stessa, c’era la volpe-ex-calciatore che supervisionava i vari cataloghi editi dagli operatori stessi (pare leggesse al contrario, forse per questo non ri-conosceva gli autori in catalogo).
 
Insomma, “largo ai giovani”, competenti e liberi per davvero!!! Invito l’assessora a conoscere e scoprire i molti talenti del territorio come faceva il caro e bravo artista Nazareno Luciani, che non si risparmiava mai nell’organizzare mostre scovando e promuovendo ‘nuove promesse’ dell’arte giovane, come amava ripetere.
 
Auguri quindi alla neo-assessora con la premessa di cui sopra e a patto che non si lasci ammansire dalle lusinghe e dalle interessate proposte di questa ‘povera’ compagine al governo, fintamente popolare e maldestramente popolana. San Benedetto non si può permettere altro tempo perso nel provincialismo e passività, con poche idee e pure sbagliate. La nostra mente dovrebbe essere come un tempo lo era per i nostri marinai: una cartina geografica costantemente aperta.
 
Francesco Del Zompo - 31 gennaio 2024

 

14/12/23

Querelatemi ma voglio un calendario, anzi due.

    Uno lo appendo in cucina sopra il forno. Con l’altro ci fodero i vetri della macchina (lasciando dei buchi per vedere la strada). Facessi il camionista, il gommista, il meccanico o il carrozziere, ingrandirei al naturale le foto e le appiccicherei bene in vista sul posto di lavoro per essere carico tutto l’anno. E se fossi un barbiere, ne farei un libriccino profumato come quelli ingenuamente peccaminosi che una volta a Natale si regalavano ai clienti fidati che si facevano far di tutto, barba-frizione-capelli-shampoo, più ‘na ‘mpappata di brillantina al petrolio. 
    Queste 2 copie del prestigiosissimo calendario artistico Miss Grand Prix 2024 le chiederò in ginocchio direttamente ai boss Claudio Marastoni e Claudio Marastoni (sono due o doppi, loro si annunciano così, buffo no?), ma prima che querelino tutto il mondo subacqueo della spiaggia. Oppure a Spazzafumo sindaco illuminato a sua insaputa e alla sua fresca Assessora alla Cultura che, per cominciare, ma come balli bene bella bimba, bella bimba, balli ben…
    L’affare di Natale: 7.000 euro - diciamo 7.000 Ducati rossi  “che nessuno ha pagato” (Babbo Natale sei grande!) - per "pubblicizzare a 360 gradi" (sic) San Benedetto con “fasciate” (qualunque cosa voglia dire) in costumini-ini da bagno. Vestite costavano di più. Brave figlie trovate per strada o al bar o al mercato o a scuola o in fabbrica, impigliate in una rete da pesca, appena scese di bicicletta che si stiracchiano, sedute pericolosamente sulla balaustra, sotto Lu Mammùcc di Kostabi che le frusta, sfaticate sotto la scultura di parole Lavorare Lavorare Lavorare di Nespolo, accosciate sotto al povero Gabbiano di Lupo, appoggiate pensose al muro di mattoni, all’ombra dei banani, vicine al faro ritto forse troppo grande per loro, vive tra le statue del porto, legate (per finta) con grosse corde. Appetitose Eve in pose naturali di faticata vita normale. Foto d’ambiente spontanee “per far risaltare bellezza e cultura”. 
Ma “le ragazze sapevano”. Comprese le minorenni dai genitori entusiasmati.
Ragazze della porta accanto. Ah, io non ho neanche la porta…
    Comunque voglio 2 calendari. Peccato che non c’è neanche un centimetro libero per scriverci le scadenze delle bollette, le date delle analisi, delle vaccinazioni, dei compleanni, dei funerali, delle cazzo di rate del mutuo… Toccherà scrivere bavosi sulle gambe sui culi e sulle tette, non va bene.  
    Potevate essere più professionali, cari Marastoni & Marastoni. E mo’ pure le querele. 2 a testa?    

 

    “calendari & querele” di questo dicembre 2023       PGC  

16/01/23

Un VUOTO di nome "Ballarin"

 

San Benedetto. Questione Ballarin.

Niente premessa, non serve. Ma se qualcuno ha avuto notizia del Consiglio Comunale Aperto dell’altro ieri, o se per sfortuna ci è andato, capirà.


La sostanza è che, pericolosamente e di fretta, ci si imbarca in un “progetto di riqualificazione” assurdo, costoso, estraneo e vanitoso. Morbidamente arrogante, inutile e sciapo. Archistar Canali non c’entra, l’hanno chiamato, pregato, pagato, lui fa il suo ammirato lavoro, firma incassa e se ne va. 


Solo che ci lascerà un Ballarin peggiorato, farcito di optionals zuccherosi e fuorvianti, alla moda o di tendenza, ma al confine con la presa per il culo: il laghetto a sogliola specchiante, le cascatelle e il ruscelletto “longitudinale”, essù! E le rampicose pianticelle a mascherare d’eleganza il vecchio scheletro di cemento della curva sud che continuerà a fare da “tappo”? e le gobbe sul prato collegate da stradine pavimentate? e la siepe di piante strane? e il campetto di bocce? Con l’immancabile baretto (che si sa cosa diventerà)…  Ma dài…


A me pare una boiata pazzesca, e non credo di essere il solo. Mancano perfino le parole, per spiegare la desolazione. Dico solo che così il “nostro” Ballarin sparisce per sempre, anche nel senso del ricordo. Diventerà uno spazio ibrido, che per accontentare tutti non accontenterà nessuno. Mentre noi diventeremo più poveri, in tutti i sensi. 

     Quindi io dico fermiamoci. FERMIAMOCI! Fermiamoci coi progetti, a cominciare da questo. Abbiamo ancora la possibilità di non sbagliare, ma anche di fare la cosa giusta: lasciare VUOTO il Ballarin. Proprio VUOTO, senza niente. Intorno si abbatta tutto il brutto, le tribune nord, sud, est e pure il novello Muro del Pianto. Resti solo l’antico rettangolo verde, libero, vuoto e pulito, per camminarci, pensare, guardare lontano e basta. Non per gli sport, non per concerti, feste, fiere, giochi per bambini, messe papali…

San Benedetto è ormai fuori controllo: per la disordinata edilizia, le strade strozzate, le piazze violentate, il traffico assassino, l’esagerata concentrazione abitativa, i servizi assenti o scadenti… vogliamo riempire anche l’ultimo vuoto? I vuoti urbani sono indispensabili alla vita, per disintossicarsi. Chi non li ha dovrebbe inventarli. 

Noi che ne abbiamo ancora uno, non sprechiamolo, preserviamolo. L’unico modo per farlo è lasciarlo così. Meravigliosamente VUOTO. Altro che vuoto-a-perdere.

 

PGC - 15 gennaio 2023

15/07/22

Lettera aperta sul destino di alcuni villini a Porto d'Ascoli

Riceviamo e pubblichiamo per la natura importante dell'argomento

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"Ti giro la segnalazione da me inviata al Comune, oltre che alla Sovrintendenza. Siccome a Porto d'Ascoli si chiedono in tanti che cosa costruiranno, mi piacerebbe renderlo noto."

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Egregio Dott. Amedeo Mozzoni 
(Servizio: SUE - Edilizia privata, Comune di San Benedetto del Tronto)

Vorrei segnalare alla vostra stimata attenzione un progetto di ben 6 unità abitative (ripeto 6), depositato presso il Comune di S. Benedetto del Tronto.

Si tratta di un edificio, in via Leonardo Da Vinci 2, Porto d'Ascoli, che dovrebbe sorgere su un preesistente villino singolo con giardino, costruzione risalente agli anni '50, da abbattere completamente.

Vorrei segnalare che questa area storica, già sovrabbondantemente abitata, con distanza media di una casa dall'altra di poco più di 2 metri, carente di servizi, di parcheggi, di zone verdi e giardini per bambini, non necessita di ulteriore cemento, ne' tanto meno di ulteriori
presenze umane.

Inoltre come già accennato, si andrebbe a costruire su un precedente villino singolo, in un area dove sono presenti altri villini costruiti oltre 70 anni fa che ne fanno una area caratteristica della zona centrale di Porto d'Ascoli.

A questo punto confido in una vostra attenta valutazione del caso.

Cordiali saluti
Franca Bernardini, 25 giugno 2022