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04/04/23

Non è successo niente, pesce d’Aprile

 San Benedetto Tr.  1°Aprile ore 9  Sala Consiliare 
(ribattezzata “Sala del Teatro Tragicomico”)
 

 

Squadroni di Polizia in tenuta antisommossa che neanche a Belfast ai tempi d’oro dell’IRA; più un carcerario cellulare Iveco Daily; più tanti Carabinieri che neanche per la partitona dell’Arsenal.

Muscolare arcigno impiego di Forza Pubblica per il belante patetico Consiglio Comunale Aperto sul BALLARIN (“di fuoco”, titolavano i pennivendoli).

 

Purtroppo non li hanno portati via.

Persa l’occasione di fare qualcosa di utile. Eppure era facile riconoscerli, individuarli e prenderli: erano tutti quelli col microfonoseduti a semicerchio e in alto dentro l’emiciclo.

Non avrebbero opposto resistenza, solo frignato un po’. 

Per l’archistar-dio-lo-benedica invece, avrebbero dovuto fare più strada, fino alla Canali Associati di Parma.

       Allora sì che lo spazientito appassionato pubblico avrebbe applaudito di cuore, cantato l’inno glorioso della Samb, srotolato gli striscioni come allo stadio, gridato CORNUTI mentre l’anima del Ballarin, per lo scampato pericolo, sulla curva Sud faceva capriole di goduria come ad una promozione in Serie B.  

Ma oggi era il 1°Aprile.

PGC - 1° aprile 2023

31/03/23

Ballarin "bonsai"

[Senza pace il progetto ballerino dell’archistar]

 

 San Benedetto, ovvero:  Le comiche. 


Non bastassero quelle precedenti a raffica, ecco le ultime: restringiamo l’ex campo di gioco del Ballarin, ma niente fotografie! Così si fa più spazio ai lati. Se ne parlerà (animatamente) nel Consiglio Comunale Aperto del 1° Aprile - dopo il pesce - dove attoniti staremo, le bocche aperte come melograni.


      Ma pare non sia un’idea del Canali, mica sempre gli archistar hanno la “genialità di uno Schiaffino”… L’ideazza sarebbe tutta indigena, di qualche suo “figlio” con l’ansia di mettersi nella giusta scia: strozzando il Ballarin, si allargherebbero le due strade che lo costeggiano per trasformarle in grandi arterie per i carri del Carnevale. Un domani  potrebbe anche passarci la nuova A14 dei sogni, un GP di Formula 1, una sfilata di Leopard 1, di F-35 con a bordo immaginate chi. 

      Comunque al Canali (che dopo una smorfia accetta tutto) gli fa un baffo. Con la tecnica del bonsai, facile per lui rimpicciolire il suo progetto, tutto resta uguale ma più piccolo che quasi non te ne accorgi: meno metri di vialetti e di siepi, meno metriquadri di tettoie, meno acqua per cascatelle-canalette-laghetti, meno pergolati trasparenti/opachi in acciaio con rampicanti e pannelli solari, meno dune con essenze arboree… poi boschetti di minor diametro, campo di bocce più corto con bocce più piccole… e un mini-golf noo?

     A parte il comico restringimento da lavatrice di questo mezzo progetto (al prezzo di uno intero, per Canali) - “poiché i fondi (2 milioni e mezzo!) bastano solo per la metà” (sic) - nell’ultima riunione a porte semichiuse, dove buffamente “sono stati sequestrati telefonini e macchine fotografiche” ”per evitare la diffusione di documenti secretati, sono state incomprensibilmente svelate altre primizie poi fedelmente riportate sui giornali con entusiastici vortici linguistici: cioè avremo pure un “cannocchiale visivo, ovvero un corridoio da…… a…… ” e “la tribuna Nord demolita e rinverdita” (qualsiasi cosa voglia dire).

      Insomma, avremo un Ballarin come le tsantsa, le teste mummificate e rimpicciolite dei riti Voodoo…

PGC - 30 marzo 2023

09/03/23

"Rattattù" Ballarin

 

 

   Ogni tanto anche le archistar sbarellano creando.

Altrimenti, come si spiega l’improvvisa apparizione di questo secondo progetto-rattattù del Ballarin che fa sparire la tribuna sud? 

 Canali è un mago?

Intanto è di sicuro uno chef. Infatti il nostro ex stadio Ballarin per lui è un pentolone da riempire, ma come gli dice la coccia, ingredienti a go-go, strambi: sicchè già il primo progetto era un rattattù di difficile digestione. Però, quando i clienti paganti (non tutti) storcono il naso per come aveva cucinato alle erbe boere la tribuna sud - soprattutto quanto costava - lui ZAC! la toglie. Al suo posto voilà una aerea pensilina, un praticello, una siepe e un bianco muretto. Un colpo da maestro, da grande chef, da vera archistar (dal “genio isolato”…).

E già che ci sta, rinunciando ai ruscelletti, alle cascatelle e laghetti specchianti del primo progetto, ecco nuovi succulenti ingressi per un rattattù che si rispetti: un paio di boschetti tondi con dentro le sorprese di Pasqua, altre stradine misteriose come i disegni Natzca, alcuni pensierosi volumi a strutture rettilinee per appendere prosciutti e salami… (sempre nel suo stile un po’ Mies van der Rohe alla parmigiana). 

Però meno male, niente costi in più, il nostro si contenterà degli stessi soldi. Amici come prima, andiamo avanti. 

            La va bén, tùtt j en bräv…

PGC - 7 marzo 2023

 

16/01/23

Un VUOTO di nome "Ballarin"

 

San Benedetto. Questione Ballarin.

Niente premessa, non serve. Ma se qualcuno ha avuto notizia del Consiglio Comunale Aperto dell’altro ieri, o se per sfortuna ci è andato, capirà.


La sostanza è che, pericolosamente e di fretta, ci si imbarca in un “progetto di riqualificazione” assurdo, costoso, estraneo e vanitoso. Morbidamente arrogante, inutile e sciapo. Archistar Canali non c’entra, l’hanno chiamato, pregato, pagato, lui fa il suo ammirato lavoro, firma incassa e se ne va. 


Solo che ci lascerà un Ballarin peggiorato, farcito di optionals zuccherosi e fuorvianti, alla moda o di tendenza, ma al confine con la presa per il culo: il laghetto a sogliola specchiante, le cascatelle e il ruscelletto “longitudinale”, essù! E le rampicose pianticelle a mascherare d’eleganza il vecchio scheletro di cemento della curva sud che continuerà a fare da “tappo”? e le gobbe sul prato collegate da stradine pavimentate? e la siepe di piante strane? e il campetto di bocce? Con l’immancabile baretto (che si sa cosa diventerà)…  Ma dài…


A me pare una boiata pazzesca, e non credo di essere il solo. Mancano perfino le parole, per spiegare la desolazione. Dico solo che così il “nostro” Ballarin sparisce per sempre, anche nel senso del ricordo. Diventerà uno spazio ibrido, che per accontentare tutti non accontenterà nessuno. Mentre noi diventeremo più poveri, in tutti i sensi. 

     Quindi io dico fermiamoci. FERMIAMOCI! Fermiamoci coi progetti, a cominciare da questo. Abbiamo ancora la possibilità di non sbagliare, ma anche di fare la cosa giusta: lasciare VUOTO il Ballarin. Proprio VUOTO, senza niente. Intorno si abbatta tutto il brutto, le tribune nord, sud, est e pure il novello Muro del Pianto. Resti solo l’antico rettangolo verde, libero, vuoto e pulito, per camminarci, pensare, guardare lontano e basta. Non per gli sport, non per concerti, feste, fiere, giochi per bambini, messe papali…

San Benedetto è ormai fuori controllo: per la disordinata edilizia, le strade strozzate, le piazze violentate, il traffico assassino, l’esagerata concentrazione abitativa, i servizi assenti o scadenti… vogliamo riempire anche l’ultimo vuoto? I vuoti urbani sono indispensabili alla vita, per disintossicarsi. Chi non li ha dovrebbe inventarli. 

Noi che ne abbiamo ancora uno, non sprechiamolo, preserviamolo. L’unico modo per farlo è lasciarlo così. Meravigliosamente VUOTO. Altro che vuoto-a-perdere.

 

PGC - 15 gennaio 2023