17/09/25
“Bei cipressetti, cipressetti miei…” *
11/02/25
FORT BALLARIN
Ne avevamo bisogno: a Nord, dopo l’abbattimento delle 2 tribune-“tappo”, la città era troppo scoperta. Non come a Sud, dove siamo abbastanza ben difesi dalla cementificata Torre sul Porto della Riserva Naturalistica Sentina e dalla (perfino ristoratrice…) Caserma Guelfa con relativa torre di vedetta a Porto d’Ascoli. E ad Ovest, dove la Torre dei Gualtieri (lu Campanò) del Paese Alto fa ancora paura agli indiani Sioux, che se con Coda Chiazzata o Nuvola Rossa provano ad attaccarci anche da Est, (dal mare, mica dal Mississipi…) - annegherebbero tutti. Insomma a Nord proprio ci voleva, questo forte fortissimo FORT BALLARIN inchiodato a morte sul “prato” dell’indimenticato disperato stadio Ballarin. Ma non è un altro “tappo”, peggio di quelli tolti?
Senonchè da alcuni mesi FORT BALLARIN cresce brutto e gonfio, lentamente, a singhiozzo, con continui ripensamenti sul progetto, sui costi, sui contenuti, sui tempi… E il popolo mormora, i nostalgici tifosi della Samb minacciano invasioni nei Consigli Comunali Aperti, i giornali velinano quello che trovano.
Mentre FORT BALLARIN ha già suo un record: è il primo tutto di cemento armato come il Pentagono, non di bel legno come FORT APACHE. Ha pure quel fossato tutt’intorno che bastano 50 mm/hr di pioggia per riempirlo e renderlo invalicabile - con le bombe d’acqua arrivano i coccodrilli! Servirà quindi aggiungere un ponte levatoio come alla Rocca Costanza di Pesaro, o fisso come alla Rocca Roveresca di Senigallia. Qui di cemento, ovvio. Altre spese.
Certo che il famoso archistar parmense CANALI è deluso e depresso, alla sua età mica va bene... Se dal Comune partono spesso a trovarlo in pellegrinaggio, ogni volta lo deludono con obiezioni e rocambolesche varianti al suo progetto originario, che era stato pure approvato a mugugni, bestemmie e servile entusiasmo. Gli hanno spazzato via pure i laghetti dai fondi specchiati, le corroboranti cascatelle, il campetto di bocce, i cespuglietti autoctoni, i vialetti ad angoli acuti…
Chissà però se l’archistar reagirà meglio, quando dopo Carnevale i nostri Spazzafumi torneranno da lui in missione (ancora mascherati) ad informarlo che per farsi perdonare, sul desertificato spiazzo a nord di FORT BALLARIN, giusto adiacente alla rotatoria, riserveranno un grandissimo piazzale attrezzato per i pullman CANALI BUS…
PGC - 10 febbraio 2025
31/03/23
Ballarin "bonsai"
[Senza pace il progetto ballerino dell’archistar]
San Benedetto, ovvero: Le comiche.
Non bastassero quelle precedenti a raffica, ecco le ultime: restringiamo l’ex campo di gioco del Ballarin, ma niente fotografie! Così si fa più spazio ai lati. Se ne parlerà (animatamente) nel Consiglio Comunale Aperto del 1° Aprile - dopo il pesce - dove attoniti staremo, le bocche aperte come melograni.
Ma pare non sia un’idea del Canali, mica sempre gli archistar hanno la “genialità di uno Schiaffino”… L’ideazza sarebbe tutta indigena, di qualche suo “figlio” con l’ansia di mettersi nella giusta scia: strozzando il Ballarin, si allargherebbero le due strade che lo costeggiano per trasformarle in grandi arterie per i carri del Carnevale. Un domani potrebbe anche passarci la nuova A14 dei sogni, un GP di Formula 1, una sfilata di Leopard 1, di F-35 con a bordo immaginate chi.
Comunque al Canali (che dopo una smorfia accetta tutto) gli fa un baffo. Con la tecnica del bonsai, facile per lui rimpicciolire il suo progetto, tutto resta uguale ma più piccolo che quasi non te ne accorgi: meno metri di vialetti e di siepi, meno metriquadri di tettoie, meno acqua per cascatelle-canalette-laghetti, meno pergolati trasparenti/opachi in acciaio con rampicanti e pannelli solari, meno dune con essenze arboree… poi boschetti di minor diametro, campo di bocce più corto con bocce più piccole… e un mini-golf noo?
A parte il comico restringimento da lavatrice di questo mezzo progetto (al prezzo di uno intero, per Canali) - “poiché i fondi (2 milioni e mezzo!) bastano solo per la metà” (sic) - nell’ultima riunione a porte semichiuse, dove buffamente “sono stati sequestrati telefonini e macchine fotografiche”… ”per evitare la diffusione di documenti secretati”, sono state incomprensibilmente svelate altre primizie poi fedelmente riportate sui giornali con entusiastici vortici linguistici: cioè avremo pure un “cannocchiale visivo, ovvero un corridoio da…… a…… ” e “la tribuna Nord demolita e rinverdita” (qualsiasi cosa voglia dire).
Insomma, avremo un Ballarin come le tsantsa, le teste mummificate e rimpicciolite dei riti Voodoo…
09/03/23
"Rattattù" Ballarin
Ogni tanto anche le archistar sbarellano creando.
Altrimenti, come si spiega l’improvvisa apparizione di questo secondo progetto-rattattù del Ballarin che fa sparire la tribuna sud?
Canali è un mago?
Intanto è di sicuro uno chef. Infatti il nostro ex stadio Ballarin per lui è un pentolone da riempire, ma come gli dice la coccia, ingredienti a go-go, strambi: sicchè già il primo progetto era un rattattù di difficile digestione. Però, quando i clienti paganti (non tutti) storcono il naso per come aveva cucinato alle erbe boere la tribuna sud - soprattutto quanto costava - lui ZAC! la toglie. Al suo posto voilà una aerea pensilina, un praticello, una siepe e un bianco muretto. Un colpo da maestro, da grande chef, da vera archistar (dal “genio isolato”…).
E già che ci sta, rinunciando ai ruscelletti, alle cascatelle e laghetti specchianti del primo progetto, ecco nuovi succulenti ingressi per un rattattù che si rispetti: un paio di boschetti tondi con dentro le sorprese di Pasqua, altre stradine misteriose come i disegni Natzca, alcuni pensierosi volumi a strutture rettilinee per appendere prosciutti e salami… (sempre nel suo stile un po’ Mies van der Rohe alla parmigiana).
Però meno male, niente costi in più, il nostro si contenterà degli stessi soldi. Amici come prima, andiamo avanti.
La va bén, tùtt j en bräv…
PGC - 7 marzo 2023
10/12/22
Canalizzando s’impara
Ma stanziando (dilapidando) 139.000 euro sull’unghia per la parcella al “famigerato” (come ha scritto qualcuno...) Dott. Prof. Archistar Guido Canali, abbiamo imparato anche questo. E anche che 139.000 pare molto meno di 140.000: è psicologia da mercato, bellezza.
Nel centro dello spazio-Ballarin, il Canaletto (pardon il Canali, nomen omen) propone infatti – fra molto altro - “una CANALETTA d’acqua che colleghi una piccola cascata su uno specchio d’acqua davanti al bar e ai pergolati”, perché “l’acqua rappresenta una sorta di convivenza tra costruito e vegetale”. Apperò! “Specchio d’acqua a spessore minimo (3-4 cm) con fondo nero che diventa uno specchio e dà l’effetto lago” - ma tu pensa - “più una cascatella e motivi con spruzzi comandati da programmi e dinamici (sic) amatissimi d’estate per contrastare la gran calura”… “più nebulizzazione con ugelli da cui escono nuvole di nebbia affascinanti [?] e anti-zanzare” [ah bè, allora…]…
Mmm, ve l’immaginate? Non so voi, io sto collassando.
E che dire (bonificando disperatamente qua e là - ma non sempre è possibile - l’allucinogeno archi-italiano dell’archiCanali) dell’Agorà del blocco centrale; degli argini laterali aiutati da un muretto di calcestruzzo ma ad onde sinuose così da non sembrare una muraglia, rassomiglianti ai calanchi che affiorano dalle colline come speroni, come relitti…; e dei veli verdi d’alloro [veli verdi d’alloro!?] fascianti da sembrare volumi astratti vegetali…; e del piccolo padiglione ombreggiato con caffè di 60 mq. [gli archistar sono precisi al centimetro]; e dell’accogliente punto di ristoro dove poter sedere e leggere libri e giornali…; e dello scheletro della gradinata sud trasfigurata e spolpata come fosse una struttura del secondo dopoguerra (le conferisce dignità)[!] e quindi vegetalizzata [vegetalizzata?] con rampicanti e oleandri come una scultura vegetale [ohibò, niente palme?]; e dei pannelli solari – ma non mi dire – piazzati a sud ma anche dappertutto…; e della fascia con diverse viabilità con funzioni di servizio come quelle del deposito di una villa (quindi spazio più nobile e pulito) [?!]…; e dei giochi per bambini anche piccoli [!] con annessa altalena coperta di rampicanti (wow!) oppure uno scivolo, o una teleferica, sotto gli occhi vigili delle madri [i padri, questi sconosciuti] in tribuna tra corbezzoli [però, corbezzoli!] e giochi di colore…; e un bel campo di bocce, tra un pavimento di lastre di legno e ghiaia arrotondata tenuta ferma da una rete di alveoli sottostanti… … E ancora via canalando. Scusate, prendo fiato.
Puro delirio.
Eppure archistar Canali prometteva bene, annunciando in partenza: “Questo spazio non diventi un’area erratica e straniata in una zona piuttosto densa”… “Questo (mio) è un progetto senza fuochi d’artificio […], un parco urbano tagliato su misura, che ha fame di natura, che ha affezione per la natura! Con bassi consumi, di bellezza unica… uno scrigno che incanta”! Quando si dice la modestia. E la coerenza…
Io penso: se questa idea-progetto fosse un testo teatrale sarebbe una pièce tragicomica; se fosse la sceneggiatura di un film di fantascienza conquisterebbe all’unanimità l’Oscar; se fosse un difficile caso di confusione mentale figurerebbe a buon diritto nelle pubblicazioni scientifiche sul disagio psichico; se fosse… … Eppoi così a buon prezzo: 139.000 euro adesso, milioni di milioni quando sarà. Praticamente regalato, signora mia.
Un dubbio: e se invece del famoso archistar d’antan irresistibile encantador di platee d’auditorium, avessimo chiamato uno dei nostri valenti giovani operai-paesaggisti-giardinieri, a 9 euro all’ora?
23/08/20
Ognuno ha il MURO che merita
All’ex stadio Ballarin di San Benedetto, per esempio, prima di far qualcosa per finalmente rivitalizzare - reinventandola - l’intera area, si buttano con fascistica rapidità qualcosa come 250.000 euro per ripristinare le vestigia (si fa per dire) di uno spezzone di muro definito littorio - ma di normalissimi vecchi mattoni - che ne delimita(va) il lato ovest.
Ovviamente con la complicità della Soprintendenza Regionale (e locale), che non si sa se è più ignorante o nostalgica.
Dopo la cura da cavallo, questo muraccio disadorno e cadente, senza alcun pregio né storico né artistico né architettonico (né sportivo), è diventato un’assurdamente attraente ma inutile stecca bianca lunga circa 100 metri, con solo qualche inserto in mattoni (quelli littorii, dell’epoca) talmente ripuliti che sembrano nuovi o lavati con Ace. Parlino le foto. E parli pure la scanzonata vignetta che ne prefigura l’imminente inaugurazione: il destrorso sindaco che dopo essersi arrampicato su una scala volante ci cammina sopra - forbici in resta, con sprezzo del pericolo - mentre sotto di lui la Soprintendente applaude commossa, quattro musicanti in grande uniforme e stendardo percorrono la via Morosini, e le Frecce Tricolori passano a volo radente sulle sterpaglie da steppa kazaka del desolato Ballarin.
Questo nostro non orgoglioso muro-del-pianto, si dice, costituirà il muro divisorio delle due carreggiate di via Morosini. A mo’ di guard-rail: geniale. Ma prima, lungo, bianco e liscio com’è, diventerà anche irresistibile calamita per i nostrani incoercibili imbratta-muri sempre in gara con Banksy.
Anzi non è escluso che a Banksy in persona gli giri di farci un blitz in incognito, giacchè è in mostra qua a Ferrara fino al 27 settembre. Intanto avvisiamolo, e suggeriamogli come tema il fascismo sambenedettese…
PGC - 23 agosto 2020


