La passeggiata al Molo Sud di San Benedetto è una cosa imprescindibile per chi vi abita o chi vi sosta anche per pochi giorni. Da fare almeno quattro volte l’anno, una per ogni stagione, lungo tutta la sua estensione sul mare. Rigenera gli occhi, la mente e i polmoni. Quasi da prescrizione AST.
Oltre al naturale incanto e ai suoi numerosi colori, lungo il suo percorso vediamo e apprezziamo da molti anni l’arte scultorea di tanti artisti, nazionali e internazionali, che hanno sedimentato la loro opera scolpendo i massi di protezione sul lato est, prezioso lavoro trentennale che costituisce il patrimonio del MAM, Museo d'arte sul Mare (per non nominare poi il grande "Jonathan" di Mario Lupo, diventato simbolo della città, e "La vela" di Genti Tavanxhiu). Va anche detto che tale patrimonio è stato gestito e guidato da sapienti curatori che ne hanno garantito la qualità espressiva e la sua valorizzazione.
Da qualche tempo però osservo che pian piano il molo si va popolando di ‘inserti’ un po’ caotici e fai da te. Parrebbero essere opere estemporanee ma piantate col cemento. All’apparenza hanno l’aspetto di improvvisazioni pseudo artistiche-umoristiche che sinceramente stridono con il resto delle opere e del paesaggio.
Il molo è un bene pubblico che va gestito e governato con rispetto, e non lasciato all’estemporaneità di qualche cittadino munito di cazzuala e guidato da presunto estro. Temo anche che questo ‘fare’ stimoli emulazioni e atti di vandalismo che possano poi estendersi… lì vicino.
Spero e credo che i curatori del MAM facciano loro questa critica e preoccupazione.
Franceco Del Zompo, 26 settembre 2026
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