18/12/23

La Befana del Vigile

 

 

      Con gaudio incontinente e ad inginocchiatoi unificati la stampa picena annuncia cubitale alle trepidanti folle l’inizio del percorso di addestramento dei Vigili Urbani pistoleri: fortemente voluti, questi ultimi, da governi locali di specchiata fede fascista [fulgidamente testimoniata dalla partecipazione - un 28 ottobre di qualche anno fa - del sindaco ascolano Fioravanti, del presidente di Regione Acquaroli, di rappresentanti istituzionali piceni assortiti, alla cena fascistissima e menu littorio conseguente, in ricordo del 97° anniversario della gloriosa Marcia su Roma].

 

Sono soddisfazioni.

 

 A circa un anno dall’annuncio trionfale e va da sé genuflesso della stampa locale, che velinava senza muovere muscolo o sopracciglio: C’è l’ok per le pistole ai vigili urbani” - dove l’ok era quello del Consiglio Comunale di Ascoli  -  ecco che il sogno si realizza, ecco “i passi concreti”, ecco “I vigili con le pistole al campo di tiro”, ecco  il passaggio “dalle norme e procedure ai fatti”. 

Ecco l’addestramento, i test attitudinali, ecco l’acquisto del materiale necessario –  armi, of course, affarone mica male per un sacco di gente – ecco i percorsi di formazione e addestramento.

 

Una macchina da guerra, insomma, me cojoni! A guidarla, compiaciute e convinte - ognuno si convince di quello che può, nella víta, meglio se fa bene alla carriera - con sicuro seguito di altre figure istituzionali e della pubblica opinione, la Comandante dei Vigili ascolani e la Prefetta di Ascoli

Curiosamente due figure femminili, a cui piace credere alla sicurezza affidata alla forza, alle pistole e ai pistoleri. Contente loro. Già, ma noi?

 

Noi, persuasi che il machismo e le scelte muscolari fossero prerogativa di maschi forzuti e frustrati, ci sbagliavamo, è evidente

[La truce Fratelladitaglia che comanda e (s)governa il paese con ringhio feroce e piglio borgataro dal basso dell’inutile tacco 12 è lì a testimoniarlo ahinoi oltre ogni ragionevole dubbio]. 


Siamo certi, naturalmente, che il luminoso esempio verrà presto seguito dagli altri comuni piceni: San Benedetto, Grottammare, Comuni di  monti e di mare e collina scalpitano e mordono il freno (e già da tempo la paccutamente armata e carrozzata Colonna Mobile Blu dei Monti Azzurri si copre armocromaticamente di gloria blu su e giù per le valli). 

Anche noi, anche noi! è il grido unanime a stento trattenuto degli amministratori del circondario, vogliosi anch'essi di pistole e pistoleri, e di armi e poligoni di tiro e armerie e stanze blindate. Non stanno nella pelle e li capiamo: suvvia, chi non vorrebbe una volta nella vita sentirsi un po’ Rambo, sia pure per conto terzi e per interposto vigile urbano?


Perché è fuor di dubbio che ha attecchito benone nel nostro tempo triste, come infestante gramigna, la mala pianta delle politiche forzute che sempre trova corifei e trombettieri di ogni peso e risma, istituzionali e non, nazionali e locali, con stampa da riporto. 

E profondo sempre più, incolmabile ormai, è il deficit di civiltà che attraversa il nostro tempo e le nostre latitudini: la sicurezza dei cittadini delegata alla repressione e alle armi [e prima ancora agli spioni all'amatriciana del "Controllo di vicinato" nei nostri Comuni] è l'ultima sconfitta del vivere civile. 


Ed ecco così che il familiare vigile urbano - il simpatico romanesco pizzardone - da sempre parte rassicurante del nostro quotidiano, cambia fisionomia e si trasforma sotto i nostri occhi, come in un horror di quarta serie, in plumbea maschera ringhiante e armata, proprio come chi li comanda a livello nazionale.


Per alleggerire dunque l'atmosfera di questo tempo fosco, e poichè ricordiamo, noi diversamente giovani, la benevola figura del vigile urbano che in anni lontani, dal dopoguerra in poi, nel periodo natalizio era destinatario di doni che chiamavamo Befana del Vigile, propongo di ripristinare la simpatica pur se datata usanza. A patto di mettere,  intorno al cilindro dal quale il pizzardone si sbraccia nel traffico come faceva una volta, non già panettoni, dolci, liquori, giocattoli, peluche, ma tante e tante e grosse e luccicanti e paccute, minacciose e sparacchianti …

 

PISTOLE!

Sara Di Giuseppe - 16 dicembre 2023

 

14/12/23

Querelatemi ma voglio un calendario, anzi due.

    Uno lo appendo in cucina sopra il forno. Con l’altro ci fodero i vetri della macchina (lasciando dei buchi per vedere la strada). Facessi il camionista, il gommista, il meccanico o il carrozziere, ingrandirei al naturale le foto e le appiccicherei bene in vista sul posto di lavoro per essere carico tutto l’anno. E se fossi un barbiere, ne farei un libriccino profumato come quelli ingenuamente peccaminosi che una volta a Natale si regalavano ai clienti fidati che si facevano far di tutto, barba-frizione-capelli-shampoo, più ‘na ‘mpappata di brillantina al petrolio. 
    Queste 2 copie del prestigiosissimo calendario artistico Miss Grand Prix 2024 le chiederò in ginocchio direttamente ai boss Claudio Marastoni e Claudio Marastoni (sono due o doppi, loro si annunciano così, buffo no?), ma prima che querelino tutto il mondo subacqueo della spiaggia. Oppure a Spazzafumo sindaco illuminato a sua insaputa e alla sua fresca Assessora alla Cultura che, per cominciare, ma come balli bene bella bimba, bella bimba, balli ben…
    L’affare di Natale: 7.000 euro - diciamo 7.000 Ducati rossi  “che nessuno ha pagato” (Babbo Natale sei grande!) - per "pubblicizzare a 360 gradi" (sic) San Benedetto con “fasciate” (qualunque cosa voglia dire) in costumini-ini da bagno. Vestite costavano di più. Brave figlie trovate per strada o al bar o al mercato o a scuola o in fabbrica, impigliate in una rete da pesca, appena scese di bicicletta che si stiracchiano, sedute pericolosamente sulla balaustra, sotto Lu Mammùcc di Kostabi che le frusta, sfaticate sotto la scultura di parole Lavorare Lavorare Lavorare di Nespolo, accosciate sotto al povero Gabbiano di Lupo, appoggiate pensose al muro di mattoni, all’ombra dei banani, vicine al faro ritto forse troppo grande per loro, vive tra le statue del porto, legate (per finta) con grosse corde. Appetitose Eve in pose naturali di faticata vita normale. Foto d’ambiente spontanee “per far risaltare bellezza e cultura”. 
Ma “le ragazze sapevano”. Comprese le minorenni dai genitori entusiasmati.
Ragazze della porta accanto. Ah, io non ho neanche la porta…
    Comunque voglio 2 calendari. Peccato che non c’è neanche un centimetro libero per scriverci le scadenze delle bollette, le date delle analisi, delle vaccinazioni, dei compleanni, dei funerali, delle cazzo di rate del mutuo… Toccherà scrivere bavosi sulle gambe sui culi e sulle tette, non va bene.  
    Potevate essere più professionali, cari Marastoni & Marastoni. E mo’ pure le querele. 2 a testa?    

 

    calendari & querele di questo dicembre 2023       PGC  

11/12/23

Hey Jimmy

Hey Jimmy *

*Jimmy Villotti, per l’ultima volta con Paolo Conte alla Scala, e al cinema.

 

         “Scendo giù a prendermi un caffè, scusami un attimo…”

            Te ne sei andato con il vento d’autunno, Jimmy uomo-camion

          - un artista fortissimo - 

            la chitarra entusiasmata ingolfata di swing e di lacrime

            a masticare vecchie rumbe (che forse sono un’allegria del tango) 

            vicino ai saxofoni con la parlata grassa

            Parole d’amore scritte a macchina, a velocità silenziosa, con roteante fluidità

            un sorriso di tregua ad ogni accordo

            Quintali di poesia, ballando, recitando e inventando, arredando il silenzio giù nel fondo

            con un gelato al limon…

            Jimmy dalla genialità di uno Schiaffino

            Neanche più un pranzo da pascià a questo punto della vita.

                      Jimmy e Paolo, le chic et le charm, ladri di stelle e di jazz, maestri nell’anima

                      C’era tra voi un gioco d’azzardo, gioco di vita, duro e bugiardo

                      Quante vicissitudini…

                      ah, la comedie…  ah, che rebus…

                      E’ inverno, neanche girano le lucciole nei cerchi della notte

                      Ma cos’è che luccica sul grande mare, onda su onda…

                      forse sarà un pianoforte da concerto, o forse parole, che sembrano pianto…

            Certi gatti, o certi uomini, mai più ritorneranno.

            Jimmy, la tua sarà un’altra vita

            oltre le lune e gli uragani

            In un sonno gigante. Sonno elefante.

 

         “Non piangere, coglione, ridi e vai ”

 

10 dic. 2023           PGC  [ogni parola è di Paolo Conte] 

10/12/23

“C’erano gli dei, in quel trattore”

ovvero 
 della “sorpresa”

      Così, sorprendentemente, Paolo Conte risponde alla domanda su quali siano state le prime intuizioni musicali della sua vita: dice di quando, ragazzo, al passaggio del trattore nella sua campagna astigiana ne registrava mentalmente lo stridio e il suono, le variazioni e i contrappunti del suo percorrere il perimetro del campo, le discese ardite e le risalite che divenivano, nell’allontanarsene, suono profondo e lungo, di onirica magia… c’erano gli dei, in quel trattore, dice quasi sussurrando. 

Il disegno animato colora la scena del biondeggiare del campo e del rosso trattore, col ragazzo che osserva e ha già la sua musica in testa (o gli dei, che sono poi la stessa cosa).

 

E’ fatto anche di questo, il film che segue il musicista prima e durante il Concerto alla Scala di Milano del febbraio di quest’anno. 

Un breve addentrarsi delle riprese nel foyer del teatro, nell’inestirpabile onnipresente vegetazione dell'inteligentsjia nostrana, poi tutto il resto è regia sobria, raffinata e colta, musicalmente dotta, attenta ai particolari. 


È un Conte che si racconta pacato, seduto al tavolo nel suo studio di “Avvocato Conte”: lo fa con quella pronuncia astigiana un po' così, con quella voce ruvida e il maglione, e le matite colorate dalla punta perfetta in bella vista. E mentre parla riempie di colore le forme e le linee di astratti disegni suoi; dice, come tra sé, che un artista non può non essere prima un artigiano, pena l’evanescenza della sua arte non sostenuta da una solida struttura; dice che nelle sue creazioni la musica c’è sempre prima del testo, e il testo ruba parole e quadri alla vita, al quotidiano e al sublime, alle ombre e alla luce, al vicino e all’altrove e perciò ogni composizione ha un’etnia musicale dentro.


Ma il film è poi musica soprattutto, ed è Conte: lui e la sua voce sghemba, lui e il pianoforte e il buffo kazoo dentro cui soffia ogni tanto e che “dopotutto è rimasto la mia orchestra preferita”,  e le mani che suonano anche quando non suonano. Dietro e vicino, l’eccellenza dei suoi musicisti: i quadri d’insieme dicono anche plasticamente di una simbiosi perfetta tra quelli e il maestro. 

Perché il maestro è nell’anima ma è anche in quelle chitarre vorticose e nelle dita che mulinellano senza sosta sulle corde fin quasi ad avvitarsi; è nella chitarra di Jimmy Villotti che ormai da qualche giorno suona in un altrove molto più in alto di noi; è nei sax, nei timpani, nel vibrafono, nel violino e nei contrabbassi, nel bandoneon e nella fisarmonica, è nelle coriste; è in tutta l’impareggiabile orchestra e nei solisti che si scatenano virtuosi in un delirio di variazioni acrobatiche quando Diavolo rosso irrompe sul finale in un valzer di vento e di paglia , mentre contro luce / tutto il tempo se ne va...

Lui, “novecentista errante” dipinge i colori di un’epoca e disegna in note il suo tempo e il nostro e tuttavia sembra che suoni in un club vecchiotto fra amici, l’abito un po’ cascante, il passo lento di chi non ha bisogno di barocchismi di contorno perché la sua arte ne risplenda. Ma è l’orchestrazione sontuosa, sono i superbi assolo di sax e poi fisarmonica e poi di violino, è la sua voce scoscesa di troviere  in cui volteggiano parole e musica e poesia, a penetrarci nel profondo, ad intrecciarsi con “le nostre toponomastiche private”, ad evocare voci dal sole e altre voci, a strapparci un sorriso di tregua ad ogni accordo.

Ed eccole una dopo l’altra, le sue “storie in bianco e nero, storie di tutti i giorni, ironiche e profonde” che si congiungono alle avventure quotidiane di noi tutti e avvolgono un gomitolo di commozioni e allegrie, di cui  ciascuno può tirare il filo e dipanarlo e riavvolgerlo nuovamente e all’infinito, legarlo al proprio reale e al proprio immaginario. Tanghi e milonghe dall’eleganza di zebra, blues e jazz, accordi intriganti, silenzi sospesi: tutto c’è, in questa musica che afferra parole e poesia e volteggia con esse, mentre anche noi, eccoci, recuperiamo il cielo ad alta quota.

      Si ha voglia di ringraziarlo. Perché, come ha scritto qualcuno, “tutto ciò che scrive il poeta-musicista aderisce alla nostra aspirazione alla bellezza”. Eppure: Dentro di me c’è sorpresa – risponde il maestro semplicemente, in chiusura, alla domanda su cosa provi di fronte a tanto amore da parte del pubblico - anche soddisfazione, senza dubbio, ma prevale la sorpresa.

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“Arte speciale, la canzone. Il cui discorso, per Conte, torna perfettamente come tutt’uno – se ben fatto, inscindibile – di parole, musica, voce (la quale ultima è in sé sintesi si parola e musica ì). Non c’è bisogno di chiamarlo poeta, non ha bisogno di una falsa aureola in più” (Maurizio Cucchi).

Sara Di Giuseppe - 9 dicembre 2023

 

06/12/23

L’Ospedale su ruote

L’Ospedale su ruote  WHEELED HOSPITAL  ecco la soluzione

        Se non fosse il più serio degli argomenti, se non fossero volgarità le soluzioni cervellotiche delle basse intellighenzie politiche che pretendono il nuovo ospedale nelle proprie aie di riferimento, ecco la soluzione che accontenterebbe tutti:

L’Ospedale su ruote, Wheeled Hospital, l’ospedale mobile che si sposta al capriccio dei politici. Uno-due mesi qua, tre mesi là, un po’ al mare, un po’ in montagna, un po’ in collina, un po’ lungo la valle del Tronto, un po’ vicino ad Ascoli, un po’ vicino a San Benedetto, un po’ tra Grottammare e Cupra, un po’ “tra Acquaviva e Ripa”

ISTRUZIONI:

Si contatti AIRSTREAM (il più prestigioso costruttore americano di case mobili, fornitore ufficiale anche della NASA), e gli si commissioni un ceto numero delle loro argentee caravan bombate multiasse (ma a 2 piani) adibibili a reparti ospedalieri. Agili e attrezzatissimi rimorchi spaziali su gomma agganciabili tra loro, facilmente trasportabili ovunque con motrici idonee, perfettamente coibentati, autonomi dal punto di vista energetico, belli esteticamente e già personalizzati col nome del reparto (Chirurgia, Pediatria, Ortopedia, Pronto Soccorso…). Garantiti 20 anni. Perfetti per un ospedale che si rispetti. In un anno potrebbero consegnarne 100. [AIRSTREAM Inc. / Jackson Center, Ohio 45334-0629, fax 937-596-7939  support@airstream.com] 

Ah, ci saranno tangenti da pagare, qualcuno da ungere, ovvio, più altre cosucce che non dico ma in Regione sanno… Ma niente di complicato, pure le nostre sgangherate BCC sanno destreggiarsi in certe missioni… Tutto legalmente irregolare, ooh yes! 

           Immaginatevi la praticità, l’efficienza, la soddisfazione dei cittadini che - ZAC - potranno trovarsi il nuovo ospedale sotto casa come fosse un Circo Togni arrivato per gli spettacoli coi pagliacci e le bestie feroci, che starà qualche settimana e poi se ne andrà dove l’attenderanno comodi altri malati… ma poi torna… ah, che bello! 

            Allora sì, che ogni politico potrà dire al suo pollaio: questo ospedale-su-ruote-wheeled-hospital-l’ho-voluto-qua-io!Votatemi-ancora. Applausi.  Clap-clap

 

PGC - dicembre 2023


22/11/23

[Continuazione di "RIPA sempre più sicura (e senza una multa in più)"]


"Sento una vibrazione allora sparo" *
 
"Sento una vibrazione, allora sparo.
Che ne so, come una vibrazione.
Un minuscolo fremito del mondo, dura meno di un istante... 
Estraggo e sparo.'' * 
 
 
*Alessandro Baricco, ABEL -"una fantasiosa storia spirituale; sapienziale..." 
[Narratori Feltrinelli]
_____________________________________________________________________
 
Speriamo che i 300.000 Agenti di Pubblica Sicurezza (compresi i Vigili-pistoleri),
che fra poco potranno portarsi liberamente fuori servizio e senza licenza un'altra pistola ben nascosta (in tasca, nella fondina sotto l'ascella, infilata davanti nella cinta o dietro sopra al culo, legata al polpaccio sotto i pantaloni), anche leggendo solo l'inizio del western metafisico ABEL di Alessandro Baricco non ci si immedesimino.

''I pistoleri hanno le mani d'avorio'' ... ma un incolpevole potrebbe lasciarci le penne. 

PGC - 22 novembre 2023

21/11/23

L’Italia s’è desta. Anzi no.

Nel tardo pomeriggio, Napoleone ordinò agli animali di radunarsi nel cortile. Quando furono tutti raccolti, Napoleone emerse dalla casa padronale con indosso entrambe le sue medaglie - poiché recentemente il verro s’era insignito dell’onorificenza di “Animale Eroe di Prima Classe" e di “Animale Eroe di Seconda Classe” - e con i nove enormi cani che gli saltellavano attorno emettendo ringhi che agghiacciavano gli animali sin nel midollo. Tutti si accucciarono ognuno al proprio posto, in silenzio, quasi sapessero che stava per accadere qualcosa di terribile.

     (G.Orwell, La fattoria degli animali, 1943)

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S’è levato alto, il ringhio della feroce muta al governo: guai a voi, anime prave! Voi che osate scioperare, voi che fate blocchi stradali, voi che colorate i palazzi del potere con vernici lavabili, voi borseggiatrici scostumate che fate figli solo per non finire in galera, voi carcerati e voi migranti che vi ribellate e date luogo a sommosse!

Questo governo colpirà duro, sappiatelo. Può già contare su corpi di polizia ben addestrati a manganellare e menare manifestanti e studenti inermi, ma col nuovo “pacchetto” i tutori dell’ordine avranno pure una pistola in aggiunta a quella d’ordinanza “troppo pesante” (sic). L’olio di ricino non usa più e poi con quello che costerebbe… ma ben altre armi sono a disposizione. 

La paura, per esempio. Quale miglior deterrente? Se ci fosse ancora qualcuno a cui il G8 di Genova con la macelleria della Scuola Diaz e della Caserma di Bolzaneto e frattaglie simili non hanno insegnato che lo Stato di Polizia è vivo e lotta con noi senza bisogno d’andare in Sud America, si accomodi perchè è arrivato il momento d’impararlo. 

Ma gli italiani l’hanno imparata eccome, la lezione, e a quanto sembra gli sta bene. L’Italia s’è desta: il gradimento nei confronti della melona è alto e perfino i sindacati se ne stanno buoni a cuccia. L’Animale Eroe di Prima Classe precetta i lavoratori del trasporto pubblico in occasione dello sciopero cosiddetto generale? Ecco i sindacati sull’attenti e agli ordini, signorsì signore, sarà sciopero di sole 4 ore piccole piccole.

  

Diciamo la verità, il disegno di legge o pacchetto sicurezza del governo fratelloditaglia-fascioleghista-italoforzuto ci soddisfa un sacco, noi italioti malati di sicurezzite, con nuovi reati aggiunti al codice penale e pene più pesanti per i reati già esistenti. Era ora. Basta politica da femminucce: pancia in dentro mascellone in fuori, qua si fa sul serio. 

 

Si colpiranno i delinquenti veri: quelli, per cominciare, che occupano abusivamente la casa da cui sono stati sfrattati; la povertà è una colpa, dunque via il fondo di sostegno per morosità incolpevole e da due a sette anni di galera per chi occupa. E ancora: finalmente né gravidanza né presenza di figli piccoli sarà motivo obbligatorio di esclusione dal carcere per le donne bensì solo facoltativo e discrezionale “in presenza dei requisiti di legge”, ci pensino bene le borseggiatrici prima di delinquere, che diamine. Sappiano altresì, gli ambientalisti che tanto si divertono coi blocchi stradali, che il loro sarà reato da codice penale, tolleranza zero. Fino a sei anni, poi, per le rivolte nelle carceri (nei carceri, nella neolingua di Nordio, il ministro che il mondo c’invidia) e pure nelle ridenti strutture di trattenimento - sic - per migranti.

 

Già ora, inoltre, gongoliamo nel vedere piazze e piazzette dei nostri paesi e città percorse da vigili pistoleri (nelle Marche è un trionfo di pistoleri, con la Colonna-Mobile-Blu-dell'Unione-Montana-dei-Monti-Azzurri e fata Turchina al seguito); figuriamoci quando tutti loro e forze dell’ordine in genere disporranno liberamente anche di un’arma propria - senza licenza nè test psico-attitudinali e altre sciocchezze - da portarsi in giro o da tenersi in casa per la gioia di grandi e piccini; si potrà finalmente sparacchiare dal balcone a capodanno o al compleanno del pargolo o direttamente alla moglie se non fa la brava. 

Che poi nessuna voce contempli, chessò, l’istituzione del numero identificativo e delle body-cam per i poliziotti è un’inutile questione di lana caprina, buona solo per depistare l’attenzione: si tratta, signori miei, semplicemente di “misure concrete orientate e finalizzate a valorizzare il ruolo degli operatori del comparto sicurezza e difesa del soccorso pubblico”. 


L’ha detto Piantedosi nientepopodimeno, e Piantedosi è uomo d’onore. 

 

Avercene!

 

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…Le leggi anzi diluviavano; i delitti erano enumerati e particolareggiati, con minuta prolissità; le pene, pazzamente esorbitanti e, se non basta, aumentabili quasi per ogni caso ad arbitrio del legislatore stesso e di cento esecutori. [...]

Con tutto ciò […] quelle gride, ripubblicate e rinforzate di governo in governo, non servivano ad altro che ad attestare ampollosamente l’impotenza de’ loro autori; o, se producevano qualche effetto immediato, era principalmente d’aggiunger molte vessazioni a quelle che i pacifici e i deboli già soffrivano da’ perturbatori […]. L’impunità era organizzata, e aveva radici che le gride non toccavano, o non potevano smovere.

 

      (A.Manzoni,  I Promessi Sposi, cap.I)

 

20/11/23

RIPA sempre più sicura (e senza una multa in più)


    ''300.000 armi in più, senza licenza, per 300.000 Agenti di Pubblica Sicurezza da portarsi liberamente fuori servizio". In pratica si tratterà di pistole da portare ben nascoste o nella fondina sotto l'ascella, o infilate nella cinta davanti o dietro sopra al culo, o legate al polpaccio sotto i pantaloni. Per sparacchiare se serve. Ma anche no. 

Allora, probabilmente, anche i Vigili-pistoleri della Colonna Mobile Blu dell'Unione Montana dei Monti Azzurri di San Ginesio al comando del Colonnello Pettinari, che per servizio vengono a Ripatransone spavaldamente armati di pistolona semiautomatica Beretta calibro 9 penzolante potranno tornarci fuori servizio in borghese sempre armati, ma con una agile "Berettina" nuova appena comprata praticamente invisibile. Sempre per sparacchiare se serve. 
Ma anche no. 

    Fuori servizio però non potranno fare le multe. 

    Quindi Ripani contenti e ancora più sicuri. 

PGC - 20 novembre 2023


09/11/23

DOLCETTO O SCHERZETTO?

ovvero
La saga italiota delle zucche vuote
 

Forse volevano solo anticipare Allouìn al 18 settembre, i russi Vovan e Lexus, con lo scherzetto telefonico alla Fratelladitaglia. Magari lei si era rifiutata di dargli il dolcetto, va’ a sapere, in ogni caso erano in clamoroso anticipo e perciò tira e molla, taci oggi e taci domani, il Palazzo ha sputato fuori la faccenda, controvoglia, proprio in coincidenza con Allouìn, e quella s’è mostrata per il pasticciaccio brutto che era. Orchestrato - è fuor di dubbio - da quel demoniaccio di Putin e sostenuto dai putiniani nostrani unicamente per screditare la Grande Fratella e il suo governo.

 

Ma lei non c’è cascata, eh! perchè all’Istituto Alberghiero dove s’è diplomata ‘ste cose le insegnano eccome, ai futuri politici, anzi sono proprio l’abicì. 

E poi bisognava essere proprio una quacquaraquà per cascarci adesso che la guerra in Ucraina non se la fila nessuno, anzi per come non se ne parla più potrebbe essere finita e Zelensky esser tornato a fare l’attor comico. 


Infatti la Grande Fratella non se l’è bevuta per niente, e solo per finta s’è lasciata andare spiattellando come la pensa realmente - che è poi il contrario di quello dice a noi - su quel gran casino russo-ucraino a cui tutti abbiamo largamente contribuito, chiacchierando a manetta da amicona con Bibì e Bibò per buona mezz’ora in slang anglo-renziano, strizzando telefonicamente l’occhio all’interlocutore e fingendo di crederci, che fosse il presidente della Commissione dell’Unione Africana che diceva di essere.

 

Giornaloni e giornalini arruolati, opinionisti e maggiordomi assortiti dell’informazione e dei talk, loro sì l'han capito subito - e scritto cubitale, altrochè! - che nossignori, lei non c’era cascata affatto, aveva solo finto, facendo così fallire il complotto di chi ogni giorno accusa lei e il suo governo di  incapacità ed epocale cialtroneria.

 

Tutti gli altri - palesemente foraggiati da Putin e dai servizi segreti russi - hanno invece gridato allo scandalo di una capa di governo che si fa infinocchiare da due Bibì & Bibò di passaggio e di un sistema di sicurezza che ha più buchi del groviera che tanto piace al mio gatto.

 

Viene ora da chiedersi come sarà il prossimo scherzo telefonico – i buoni esempi vengono imitati, prima o poi – e cosa dirà la Grande Fratella al buontempone che si spaccerà, putacaso, per il bombardiere ministro israeliano Amichai Eliyahu, quello che vorrebbe sganciare - l’ha detto senza finire in camicia di forza - la bomba nucleare su Gaza. 

Giorgia-donna-mamma-cristiana potrebbe stare al gioco anche stavolta, fingere di cascarci e magari - solo per finta! - plaudire all’opzione nucleare. Per vedere di nascosto l’effetto che fa. Che se invece uno scherzo poi non fosse, e quello al telefono fosse davvero il ministro bombarolo, e quelli l’atomica su Gaza la sganciassero sul serio con l’avallo italiota… Gaza sta qui a due passi… Che figura, per la Fratelladitaglia.

 

Ma tranquilli, nessun problema ci sarà neanche in cotale sciagurata eventualità. La comunità internazionale continuerà a fare - come di fronte alla mattanza dell’intera popolazione civile di Gaza che Israele sta seppellendo sotto le bombe - ciò che sa fare benone e con soddisfazione di tutti: NIENTE.

 

[E poi sapete, la melona ha sempre un asso nella manica e se arriva l’atomica, zac, fa un altro accordo con l’Albania, che ci vuole: 3-4-cinquemila italiani al mese si esportano lì, accordo valido per 1000 anni - il tempo che ci vuole - poi stretta di mano baci abbracci e viva l’Albania].  

 

 

Sara Di Giuseppe - 9 novembre 2023