Giurerei
che sorridono, durante il concerto, dentro le severe cornici: il
paludato cardinal Pelagallo alla mia destra, e sua eminenza Girolamo
Azzolino, e perfino quella faccia truce di un Uguccione della
Faggiola. Anche questa Sala
dei Ritratti s’è
fatta di colpo meno austera, quando le acrobatiche vibrazioni del
Trio Lennon ne hanno attraversato i rutilanti velluti.
Non
potrebbero essere fisicamente più diversi dai quattro di Liverpool,
i “nostri” musicisti. Neanche i capelli a caschetto. Luca Marziali,
che suonando si stende a volte in diagonale come un campione di sci
in discesa libera a Crans Montana; il lungo dinoccolato Roberto Molinelli con
la classicissima viola e la zazzera rock anni settanta; Alessandro Culiani
virtuosissimo primo-violoncello che si fa collante tra violino e
viola e all’occorrenza strumento a percussione e altro ancora.
