Veramente
è stato un quintetto: l’incantevole Quartetto
NOÛS sul
palcoscenico, più quel neonato
in platea.
Lui però senza strumento - deciderà poi quale suonerà da grande,
non mettiamogli fretta - solo con la sua vocina puntuale e
“toccante”. Da vero professionista, Stravinskij mica è facile.
Specie il terzo pezzo per quartetto d’archi (Eccentrique…
appunto), dove il nostro piccolo (o la piccola) ha concluso
addirittura tra gli applausi. “Va
messo in partitura” scherza
ma non troppo, con la consueta agilità, Michele Dall’Ongaro.
