Confesso. Massimo
Gramellini non mi piace. Non mi piacciono i suoi Buongiorno sulla Stampa, retorici e buonisti e neanche gli interventi da
Fazio, troppo spesso una ripetizione dei suoi articoli. Mi avete
scoperto, sono una fan dell'Amaca di Michele Serra, caustico e
politico. Non avrei mai letto l'ultimo romanzo di Gramellini se un
mio caro amico non lo avesse tenuto in bella mostra su una mensola
del suo studio di grafico. "Lo hai letto?" gli chiedo.
"Solo qualche pagina, è un regalo. Se vuoi leggilo." E me
lo porge. Da quando hanno inventato gli ebook, che acquisto a metà
prezzo o scarico gratuitamente sul tablet e leggo senza nessun senso
di colpa, mi piace soffermarmi ed ammirare quell'oggetto in via di
estinzione che è il libro. Copertina su sfondo azzurro, bimbo che
gioca con palloncino rosso. Molto simile alla copertina di un altro
libro di grande successo commerciale Il cacciatore di aquiloni di Hosseini edito da Piemme. Sicuramente il target di pubblico è lo
stesso. Giro il libro tra le mani. Non è particolarmente voluminoso,
dimensione dei caratteri medio grandi, ha l’aspetto di un
breviario.
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