Se
c'è un aspetto che colpisce della "personale" di Vittorio
Amadio a Roma (ex Mulini Biondi, fino al 12 giugno), è il connubio
fra arte e architettura che spicca prepotentemente nell'allestimento.
Da una parte c'è infatti l'estro creativo a tutto tondo, e con tutti
i materiali possibili, del maestro di Castel di Lama. Dall'altra il
rigore estetico-formale con il quale la Pro Arch BCD (acronimo di
Gianfranco Brocchetti, Marco Maria Cupelloni e Fabrizio Delle
Fratte), ha inteso creare il percorso artistico-conoscitivo di un
artista che fa delle forme e dei colori la sua mission spirituale.