Difficile, per chi ha
tenuto per mesi Sometimes come suoneria del cellulare, parlare
di Ed Schmidt.
Va fatto, e è doveroso farlo, perché Ed è un “indipendente” che, da anni, tuona in musica contro il mercato e non solo quello discografico.
Maledetto vento anarchico, quando accarezza le orecchie e la pelle, come fa Ed.
Va fatto, e è doveroso farlo, perché Ed è un “indipendente” che, da anni, tuona in musica contro il mercato e non solo quello discografico.
Maledetto vento anarchico, quando accarezza le orecchie e la pelle, come fa Ed.
Abbiamo amato il suo
lavoro al primo ascolto. Dieci, cento, mille suggestioni e
altrettanti possibili richiami, anche quelli a una tradizione
cantautorale o “folksinger” alta e nobile, ma così tanto amata
dal mercato da essere considerata, almeno da noi, alla stregua di uno
svilimento. Non amiamo i raffronti, ancora meno i confronti. Stimiamo
gli artisti seri e siamo convinti che siano in possesso di una loro
cifra, di una carta d'identità
