Nel
1928 Buster Keaton (aveva 33 anni, e recitava praticamente da
33) girò The cameraman per la Metro Pictures Inc. (poi
Metro-Goldwin-Mayer)
Scrisse
in seguito: “Nel 1928 commisi l'errore più grande della mia
vita. Mi lasciai convincere da Joe Schenk, mio malgrado, a rinunciare
ai miei studios per lavorare con la Metro-Goldwin-Mayer".
L’avvento del sonoro fece il resto.
Il
suo genio comico, la sua inimitabile capacità di comunicare col
gesto, con gli occhi, con la fisicità pura, non avevano bisogno di
parole. Ci sono momenti, nella storia dell’arte assolutamente
irripetibili e circoscritti in un dato arco di tempo. Quello che
avviene dopo è solo “nota a margine”.
