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| Anas War Experience |
Una
pittura dai toni brillanti e dal contenuto colmo di amaro sarcasmo,
pervaso da un lancinante ghigno di derisione. L’artista gioca con
le nostre identità, con i nostri miti consumistici, presentando
un’umanità frammentata, isolata, agghiacciante, ma in fondo
grottesca, ridicola, che ha perso il senso del suo esistere ed è
incapace di dire perché sia lì e cosa realmente ci faccia seduta a
tavoli ingombri di cose quotidiane e macabre, sporche di sangue o di
rifiuti. Bottiglioni, coltelli, mannaie, lattine di bibite killer
e ritagli di foto porno, banconote e carte da gioco, oggetti quasi
messi all’incanto sui tavoli dell’attualità, insieme con le
persone vendute anch’esse inconsapevolmente all’asta
dell’esistenza.
