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14/05/13

A Grottammare Alta, un museo per il Tarpato. L'arte vissuta oltre il disagio. Abbiamo visitato la mostra


Lo conoscevo. Ero entrata più volte nel luogo dove vivevano i suoi quadri e lui, silenzioso, vivente il dolore visibile della sua esistenza, si ritirava come per nascondersi a qualsiasi possibile mondanità: una bottega da autodidatta in Piazza Peretti a Grottammare Alta, il borgo scosceso che abitava la sua pittura, nella realtà come nel sogno. Giacomo Pomili il suo nome. Il Tarpato, la firma della sua arte che evocava un disagio lungo anni, la fatica di sciogliersi alla vita, di tradursi per il mondo. Silenzioso, guardava i visitatori della sua “bottega” dietro una specie di sorriso restìo. I quadri erano allora disposti confusamente, ma non si faceva fatica a coglierne un’inusitata bellezza, singolare e forestiera, per niente dilettantesca.