Visualizzazione post con etichetta Gaza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gaza. Mostra tutti i post

15/10/25

TRANSUMANZE*


“Muriel, la capra, sapeva leggere un po’ meglio dei cani e talvolta, la sera, leggeva ad alta voce frammenti di giornali che aveva trovato nell’immondizia”
(G.Orwell, La fattoria degli animali, 1945)



Settembre, andiamo. È tempo di migrare. (G.D’Annunzio I pastori, in Alcyone, 1903). 
Curioso: nel lontano 1903 il migrare era usato dal genio poetico dannunziano a indicare il passaggio di animali e pastori dalla montagna al mare (e la lingua si faceva manifesto del rispetto amorevole per quel mondo e quelle storie); oggi, a più di un secolo da allora, l’ignoranza caprina (non si offenda, il pacifico animale) di giornalisti e politici definisce transumanza il movimento migratorio del disperato popolo palestinese (quello che ne resta) nel ritorno al deserto di macerie e morte che oggi l’ipocrisia occidentale chiama pace. 
 
Significa che siamo andati avanti, che siamo più belli e più grandi che pria.

  

Non è stato l’unico, il sopravvalutato Mentana delle maratone tivù e del perbenismo finto progressista: precedenti illustri (si fa per dire) sono il Giambruno principe consorte decaduto che definì transumanza le migrazioni in Europa; prima di lui (2015) la stessa fratelladitaglia tuonava fuori dalla grazia di dio un improbabile nomadare (“…Se sei nomade devi nomadare”, sic), seguito appunto - a indicare le migrazioni umane - da uno spettacolare “quando hai nomadato, transumi e vai”. Impagabile. Meno male che Giorgia c’è.

 

Ora che quotidiani e tivù affogano nella retorica a buon mercato e - perfino - dei vaneggiamenti trumpiani davanti alla plaudentissima Knesset israeliana ci viene inflitto l’integrale in diretta tivù (comprensivo di “Netanyahu mi ha chiesto tutti i giorni armi potentissime che non sapevo di avere e gliele ho date”: è questo, che tocca sentire, a meno di rifugiarsi su altro pianeta), è palpabile il sollievo che anima i politici complici (silenti di fronte al genocidio e che ora chiamano, questo silenzio  e questa complicità, “contributo silenzioso alla pace”: ah il potere mistificatorio delle parole!) e un certo giornalismo - nostra vergogna nazionale - di quelli che (alla Paolo Mieli)  “se è vero [se è vero?! n.d.A.] che i palestinesi muoiono di fame, Flotilla poteva consegnare gli aiuti alimentari eccetera…”. 

 

Insomma, ora finalmente ‘sti palestinesi se ne tornano a casetta loro (si chiamano macerie e deserto, risulta?); i buoni hanno fatto i buoni e nella Striscia rasa al suolo affari d’oro e arraffo colonialistico li attendono. Premio bontà 2025. Non è ancora il Nobel per la pace ma lo sarà; nessuno si stupirà, sputtanato com’è il premio visti i soggetti cui viene conferito: come la Machado (esponente della destra venezuelana più reazionaria, golpista nel 2002 contro Chavez, dichiarata nel 2023 ineleggibile per 15 anni per frode fiscale, dal programma politico simile a quello di Milei tra cui l’eliminazione dei programmi sociali, trumpiana col botto, amica del Likud e per la quale Israele è “un genuino alleato della libertà”). 

Transumanza, dunque: la disumanizzazione passa anche per il linguaggio. 

Per quello dell’ignoranza, certo, ma anche per quello del retropensiero farisaico di pennivendoli, politici, pseudo intellettuali, opinionisti e bellagente. Di coloro per i quali è più comodo ignorare la storia recente, quella che dalla metà del secolo scorso vede il popolo palestinese oggetto di negazione costante, da parte di Israele, del diritto all’autodeterminazione. 
Nel silenzio e nella complicità del mondo.

Ignoranza, certo: quella vera, ascrivibile alla desolante mediocrità - anche culturale e linguistica - del nostro ceto politico; e quella voluta, strumentalmente applicata dai media e dagli apparati politici occidentali che li rende di fatto complici della costante, impunita violazione dei diritti del popolo palestinese, fino allo sterminio. 

Finchè le piazze di tutto il mondo non hanno plasticamente e inequivocabilmente dimostrato che i popoli - nonché le creature transumanti - sono migliori di chi li governa. 

===========

Gaza è imparagonabile a tutte le altre esperienze, per il grado di violenza, per l’intensità dei bombardamenti, di distruzioni (…) Gaza è un concentrato di tutti gli altri teatri di guerra (…) Se devo pensare a un’espressione per Gaza, penso too much, è troppo.

 

(Gennaro Giudetti, operatore umanitario a Gaza, intervista video ad Alessandro Di Battista, 14 ottobre ’25 )
 

*Transumanza: s.f., Trasferimento del bestiame in estate ai pascoli della montagna e in autunno al piano. 

(in: lo Zingarelli - Vocabolario della lingua italiana - 2003)

 
Sara Di Giuseppe - 15 ottobre 2025

01/10/25

"Hic manebimus optime”


È quello che devono essersi detti diplomatici e funzionari rappresentanti dell’Italia all’Assemblea Generale dell’Onu restando ben piantati sui rispettivi scranni mentre più di un centinaio di altri, in rappresentanza di oltre 50 Paesi, abbandonava per protesta la sala all’arrivo di Netanyahu: restarsene ben avvitati alla ghiotta poltrona, il motto, non sia mai qualche malintenzionato ce la sfili di sotto. 

Non si trovano, neanche a cercarli col lanternino, i nomi dei nostri eroici connazionali: esclusa la presidente della delegazione e membro permanente Mariangela Zappia, il resto è un non meglio precisato “team diplomatico”. 

Che il non farsi stanare sia per un tardivo soprassalto di vergogna? Ma no, in fondo nulla hanno di diverso quanto a codardia e opportunismo, dai farisei al governo: di che, dunque, dovrebbero vergognarsi?
Forse di sedere fianco a fianco con la delegazione israeliana che s’è spellata le mani per Netanyahu ad ogni invereconda balla pronunciata? 
Forse di essere delegati di un’Italia che continua a vendere armi ad Israele, ad intrattenere rapporti diplomatici ed economici con un governo responsabile di crimini contro l'umanità? 
Forse di rappresentare un paese che riceve in Vaticano il presidente - Herzog - di uno stato genocidario?

 

Suvvia, per tanto poco, e poi teniamo famiglia.

 

Magari un piccolo balzo sulla famosa poltrona potrebbero averlo fatto nel sentire il macellaio israeliano parlare di aiuti alimentari forniti da Israele a Gaza per una quota di 3.000 calorie al giorno a persona (c’è da invidiarli, ‘sti fortunatoni di palestinesi, con tanta gente nel mondo che patisce la fame…); o vantare come attestazione di umanitarismo l’aver ordinato più volte l’evacuazione preventiva della Striscia (una pratica, peraltro, riconosciuta come parte integrante della fattispecie di genocidio) e non come la Germania nazista che gli ebrei li ammazzava e basta.

Cose così, insomma, completate dall’orgogliosa check list dei leader dei paesi vicini ammazzati e/o tolti di mezzo (Nasrallah andato, Assad affondato, gli scienziati iraniani vaporizzati…: con tanto di mappa e di spunte col pennarello nero). E mica solo Hamas va eliminata, le cose bisogna farle per bene: pure l’ANP va cancellata, ed ecco un Medio Oriente finalmente libero dal terrorismo, che vuoi di più dalla vita.

E poi la spilla sul bavero col QRcode per rivedere i crimini di Hamas; e i camion con sound system e altoparlanti a Gaza (“scena da dittatori in pieno delirio di grandezza”) per far sentire l’edificante discorso ai prigionieri israeliani; e poi che a Gaza c’è “il più basso tasso di vittime civili” (appena l’80% dei 65.000uccisi, una cosuccia n.d.A.) rispetto alle guerre Nato…e via balleggiando.   
Il resto - le accuse a Israele, le prove inconfutabili di genocidio in atto – nient’altroche propaganda anti-israeliana e bugie antisemite.

 

Vedete bene, signori miei, che non c’era alcun motivo per alzarsi e andarsene indignati, che esagerazione...

 

D’altronde non solo noi italioti, si badi: ad abbeverarsi alla limpida sorgente della verità israeliana è rimasta seduta una buona fetta delle diplomazie europee, con l’eclatante eccezione della Spagna. 
Rappresentazione plastica di un occidente pavido, incoerente di fronte alla coerenza del sud del mondo, balbettante davanti alla tragedia umanitaria eppure tronfio di sé, dei cosiddetti valori occidentali e atlantisti che includono il farsi zerbino di logiche belliciste su altri fronti di guerra.
E pronti a plaudire al piano di accordo - strombazzato in pompa magna e raccolto con eccitate dirette dal sistema dell’informazione (si fa per dire) italiota a inginocchiatoi unificati - tra il macellaio israeliano e lo psicopatico d’oltreoceano: per una pacificazione e ricostruzione gestite dal britannico Blair (quell’affidabile soggetto delle false prove su armi di distruzione di massa possedute dall’Iraq, da cui la guerra da un milione di morti e permanente destabilizzazione dell’area).

 

È così che la Striscia vivrà finalmente la sua età dell’oro: con una ricostruzione di stampo prettamente colonialista, gestita da immobiliaristi e affaristi, mascherata da operazione umanitaria e affidata per finta a funzionari internazionali, e con i palestinesi (quelli rimasti vivi) relegati ancora e sempre ai margini.

 ==========
 
Nessun accordo stipulato a migliaia di chilometri di distanza può riflettere la realtà di una tenda, accanto alle macerie, senza acqua pulita e medicine. Per la maggior parte di noi l’accordo è un’altra illusione. 
(…) Ci aggrappiamo alla nostra umanità pensando che un giorno le nostre voci - non l’eco di quelle degli altri -riempiranno di nuovo queste strade. 
(Elina Yazji in Il Fatto Quotidiano – oggi, 30 settembre)

 

*Tito Livio Ab urbe condita, V, 55

 

Sara Di Giuseppe - 30 settembre 2025




 

23/07/25

LE GERARCHIE DELLA MORTE

Foto Il Fatto Quotidiano
GAZA – Morti di serie A.

Numero: tre.
Religione: cristiana. 
Come: raid israeliani di Netanyahu
Dove: Chiesa cristiana del Sacro Cuore
Quando:  17 luglio ‘25

 

GAZA – Morti di serie B.

Numero: sessantamila  - e passa, non aggiornato – (diciottomila i bambini, di media 30 al giorno, in crescendo)
Religione: musulmana / varie / altro. 
Come:  raid israeliani - cecchini israeliani - carri armati israeliani - bombe israeliane/europee/americane
Dove: ovunque cadano bombe: case, strade, ospedali , scuole,  mercati; nei centri di distribuzione viveri si preferisce il tiro al piccione o sparare sul mucchio. 
Quando : ogni giorno - ogni notte. Da 21 mesi.

 REAZIONI. 
 
Morti di serie A (v.tabella) : in Italia e in Europa immediato e unanime si leva il grido di orrore. 

 

Fratelladitaglia: si straccia le vesti (è metaforico, i 365 completi Armani se li tiene ben stretti, anzi larghi).
Tajani ministro a sua insaputa, bela “Spero si sia trattato di errore”: è l’idiota al potere, ce n’è in ogni paese. 
Papa : declama un vibrante “devono tacere le armi”, che neanche Laurence Olivier, quindi ringrazia il pubblico plaudente, bravo-bis ed esce dalla comune; 
poi  manda Pizzaballa - che a Gersualemme ci sta già - a portare scatoloni, com’è umano lei; 
poi riceve la telefonata di scuse dell’amico Bibi (Netanyhau) per l’errore  - “gesto in sé positivo” dice Parolin - e chissà se con l’occasione, tra una facezia e l’altra, gli ha chiesto dei 60 mila e passa morti per bombe, per assedio e per fame. Buttiamoci a indovinare: NO;
poi soddisfatto torna a seguire la ristrutturazione del resort di Castel Gandolfo, personalmente di persona perché gli operai non sono più quelli di una volta signora mia.
Mattarella: “Basta guerre!”, tuona (oddio, tuona…). Poi lo informano che a Gaza non c’è una guerra ma un genocidio pianificato e sistematicamente attuato. Lui fa Ah davvero?  e si riaddormenta.
Ursula Vonderbomben si sgola: ha stato Putin, urge altro pacchetto di sanzioni, riarmiamoci o i cavalli russi si abbevereranno alle fontane di Roma e quel demonio arriverà a Lisbona. 
Poi l’avvisano che quello è un altro copione. Ah davvero?

 

Morti di serie B (v.tabella): in Italia e in Europa scena muta.

 

Fratelladitaglia: non pervenuta
Tajani ministro a sua insaputa: non pervenuto
Papa: “Bisogna fermare l’inutile  strage” (l’ha copiata da Benedetto XV, 1917. Ma siccome  il copyright è scaduto e quello riposa in pace, non gli farà causa). 
[“Sferzata del papa” titola la grande stampa (Corsera) dei piccoli servi italioti in un’orgia di leccaculismo].
E poi: “Risparmiate i luoghi di culto” [sottotesto: per gli altri regolatevi un po’ voi; su mercati, abitazioni civili, ospedali, scuole, centri per la distribuzione di viveri e tutti i luoghi dove si radunano civili inermi, se non sono luoghi di culto, fate quello che vi pare]. 
E adesso scusate ma c’ho da ristruttura’ Castel Gandolfo.
Mattarella:  “Basta guerre!” tuona (oddio, tuona…). Poi lo informano che a Gaza non c’è una guerra ma un genocidio pianificato e sistematicamente attuato. Lui fa  Ah davvero?  e si riaddormenta.
Ursula Vonderbomben: ha stato Putin, urge altro pacchetto di sanzioni, riarmiamoci o i cavalli russi si abbevereranno alle fontane di Roma e quel demonio arriverà a Lisbona. 
Poi l’avvisano che quello è un altro copione. Ah davvero?

 

IN EUROPA
Airbus (Francia), Bae Systems (GB), Leonardo (Italia) sono le aziende produttrici dei missili - e relativa componentistica - coi quali  l’Idf bombarda Gaza da 21 mesi.
Il Consiglio europeo vota per la non sospensione dell’accordo di associazione UE – Israele (che all’art.2 impone il rispetto dei diritti umani)
Scompare dai vocabolari la parola Genocidio. Chi la pronuncia è sanzionato, isolato, minacciato: come la giurista Francesca Albanese, portavoce ONU dei diritti umani nei paesi occupati, senza che nessuno, nemmeno l’Italia, muova muscolo in sua difesa. 
Nell’orwelliana neolingua* della feroce politica odierna e del giornalismo (cosiddetto) al soldo dei poteri forti, la parola genocidio porta con sé accuse di antisemitismo e fiancheggiamento di Hamas.

 

IN EUROPA (e nel mondo)
Siamo complici del genocidio.
Complici sono il nostro governo e tutti i governi che non sanzionano, non condannano, non fanno ogni sorta di pressione sul macellaio israeliano perché fermi il genocidio; che continuano - il nostro governo è fra questi - a vendere armi a Israele. 
Complice è il Vaticano, complice è Mattarella, complici sono tutti coloro che per indifferenza, interessi economici, giochi di potere, pregiudizio, razzismo, cecità e ignoranza, negano il genocidio. 

“Sta succedendo ora, sotto i nostri occhi. Vediamo tutto e tutto sappiamo: se non chiameremo il genocidio “genocidio”, non saremo perdonabili” (Tomaso Montanari)
 

 

 

*Lo scopo della neolingua era non solo quello di trovare un mezzo di espressione consono alla visione del mondo e alle abitudini mentali (…) ma anche quello di rendere impossibili tutti gli altri modi di pensiero. Quando la neolingua sarebbe stata adottata una volta per tutte (…) un pensiero eretico sarebbe stato letteralmente impensabile
(G.Orwell, 1984)
Foto Il Fatto Quotidiano
 Sara Di Giuseppe - 22 luglio 2025

26/05/25

GAZA END, il quorum dei morti

   Noi maligni ne dubitavamo. Invece il Governo Israeliano è davvero campione di democrazia: Netanyahu ammazza secondo Referendum, pare che si fermerà appena avrà trucidato il 50% +1 degli abitanti della striscia di Gaza. Per lui è un quorum come un altro, però funerario.

  A saperlo, non ci affannavamo a comprare su Amazon le bandiere palestinesi da sventolare dai balconi e nei cortili alle tappe del Giro d’Italia, costringendo - per l’identificazione - Carabinieri e Polizia a far di corsa le scale (e se cadono?), a entrare nelle corti private (e se il cane li mozzica?) ecc. attratti dal palestinese triangolo rosso molto più che dalla carta moschicida. Si precipitano, verbalizzano, identificano duro. Ovviamente accolti male, dopo pure ci si offendono! Poveri cari. 

 

   E non ci saremmo fatti (giustamente) menare in piazza, non avremmo imbiancato coi sudari le città, progettato teatrali flash-mob, stampato locandine (con le mele), piatito intellettuali decenti, per stanare i politici, scuotere gli imbambolati: farli un tantino sdegnare. Mica facevamo tutto ‘sto casino. Si pazientava fino al raggiungimento del benedetto quorum del 50% +1 di anime e amen. Ma saremmo rimasti sereni anche dopo. Netanyahu, uomo d’onore, sazio di (mezzo) genocidio, offrirà lui stesso la “pace giusta”. Dando il via - con entusiasmo - anche alla costruzione di villazze e resort sulle spiagge, alberghi di design, casinò… Chi meglio di lui, candidato al Nobel per la Pace.

   Fattostà che il funerario quorum del 50% +1 di morti ammazzati è ancora lontano. Vanno bene droni, missili, aerei, carrarmati, mine e bombe in quantità industriali, ma non bastano. Netanyahu deve accelerare. Fortuna allora l’antica ma sempre buona genialata: l’assedio feroce, con chiusura di tutti i rubinetti (acqua, gas, carburanti…) e azzeramento dei viveri. Rendere gli aiuti umanitari insufficienti fino a nulli - solo qualche camion al giorno - e interrompere la catena di distribuzione dispensando pochissimo cibo. Però “buono da morire”. Un tempo la si chiamava presa per fame.

    Nell’impossibilità di sfamare i 2 milioni di civili della Striscia, molto presto così ne morirà 1 milione senza spender soldi in armi e munizioni. 

   E raggiunto finalmente il quorum del 50% +1 di palestinesi uccisi l’indisturbato Netanyahu sarà ancora vincente. 

   GAZA END. Evviva. (si fa per dire)

PGC - 24 maggio 2025

25/05/25

I NOMI DELLA FEROCIA


“Gaza non è un campo di battaglia ma un sito di cancellazione”

(P.Corrias, Il Fatto Quotidiano 21 maggio ‘25)



"Chissà se, come dice la Scrittura, le ossa umiliate - tutte le ossa umiliate - un giorno esulteranno"

(Claudio Magris)



===================



Cambiano i nomi in codice - oggi Carri di Gedeone (Israele, maggio 2025), ieri Soluzione Finale (Germania, gennaio 1942, Conferenza di Wannsee) - ma la ferocia umana non cambia. 

 

Ieri macchina scientificamente pianificata al genocidio di un popolo, l’ebraico; oggi pulizia etnica o genocidio, comunque si voglia chiamare il piano di distruzione totale di un territorio e della sua popolazione, quella palestinese - in spregio della Convenzione del 1948 contro il genocidio - mediante gli attacchi a fuoco da terra e dal cielo, l'assedio e la morte per fame e malattie con blocco degli aiuti alimentari e sanitari, la deportazione finale in altro territorio della popolazione superstite.

 

La domanda - come si è potuto consentire che accadesse? - nasceva dalle Ossa Humiliata del martirio di allora, nasce da quelle ancora calde del martirio di oggi. 

Lascia attoniti l’assenza abissale di risposte.

 

Della realtà di allora - “che deve restare inconcepibile", scrive Claudio Magris nella prefazione a "Necropoli" di Boris Pahor - nessuno potrà mai dirsi innocente salvo coloro - sopravvissuti e non, i sommersi e i salvati, e chi ha visto  la Gorgone (P.Levi). 


Di quella odierna, l'incommensurabile orrore precipita sulla nostra sazia quotidianità con fragore apocalittico; e della sua operazione finale conosciamo i nomi, fraudolentemente pescati dal criminale Netanyahu e dai criminali suoi complici nell’antico e nella tradizione ebraica. 


“Fusione di fanatismo teologico e guerra tecnologica”* l'operazione Carri di Gedeone si avvale delle più sofisticate tecnologie (droni, I.A., sorveglianza elettronica, codici cibernetici) e di possenti sistemi d’arma: dove i Carri (merkavot, i mitologici carri da guerra) sono oggi i tank Merkava “simboli della potenza militare israeliana”; e il biblico guerriero Gedeone sterminatore in nome di Dio degli oppressori - gli arabi Madianiti - suffraga la simbologia della crociata benedetta dal volere divino.

 

Strategia “non solo militare ma copertura per pulizia etnica e aggressione” - come denunciano le organizzazioni per i diritti umani e gli osservatori internazionali - approvata all’unanimità da Governo e responsabili israeliani; condivisa dallo psicotico bullo statunitense che pregusta l’imminenza del lussuoso Resort Gaza; consentita di fatto da un Occidente e da un’Europa complici dei crimini con il proprio silenzio, che non erogano una sola sanzione contro il governo israeliano anzi commerciano con quello in armi, che lasciano inascoltate le associazioni per i diritti umani, che manganellano - non solo  metaforicamente - chi si oppone e denuncia. 

Fiancheggiati da una stampa internazionale appecoronata e complice che in un’orgia di imbecillismo e malafede bolla di antisemitismo ogni protesta anti israeliana; che invoca il 7 ottobre e il diritto all’autodifesa - la solfa, che ben conosciamo, dell’aggressore e dell’aggredito - per giustificare “questo anno e mezzo di follia militare e politica, israeliana e internazionale” (Tomaso Montanari), per coprire l’indicibile, per raccontare la belva umana.

 

Oggi, come nauseabondi zombies svegliatisi dal sonno collettivo, questi indecenti governanti alzano voci ipocrite di presunto sdegno, recitano il copione sporco, strappato e logoro del compianto e della condanna a posteriori. 

 

È TARDI. 

 

Pesi per sempre su tutti loro e affolli le loro notti il sangue di tutti quegli innocenti, delle oltre 60.000 vittime, dei 28.000 bambini uccisi, delle migliaia che stanno morendo e moriranno ancora; li raggiunga implacabile il grido di quelle ossa umiliate, li schiacci l’orrore dei corpi maciullati dai cecchini e polverizzati dalle bombe, li annienti la supplica della popolazione affamata e morente. 


Le migliaia di bianchi sudari che ogni giorno da un anno e mezzo vediamo sfilare sui nostri schermi siano la condanna incancellabile scolpita nelle pagine della Storia, quella condanna che nessuna Norimberga pronuncerà mai per i criminali che ci governano.

 

ph.getty images

 

    “Soltanto un film potrebbe cogliere la massa multicefala che, con istinto centuplicato, a mezzogiorno brulica e ondeggia propagando nell’aria (…) un forte tremore dovuto all’attesa di un mestolo dell’acquosa, ma calda, sorgente di energia”


(Boris Pahor, Necropoli, 2008)

*(G.Gagliano in Inside over)

 

Sara Di Giuseppe - 24 maggio 2025