Quello esposto è il cinema
italiano “nobile”, le pellicole con la griffe di Federico
Fellini, Mario Monicelli, Dino Risi, Ettore Scola, Alberto Sordi e Carlo Lizzani.
Cinema indimenticabile, il nostro, che prima di Checco Zalone e
Alessandro Siani, aveva sempre qualcosa da dire e immagini
incancellabili da mostrare. Ma così è la vita, e si trova sempre
qualche critico pronto a certificare che le scemenze sono il futuro.
Il vernissage di Giuseppe Di Caro (uno dei reporter ufficiali del
David di Donatello), nei locali della meritoria associazione
culturale “Artes & Co” di San Benedetto del Tronto, è
coerente con quelli “romani” degli anni Sessanta e Settanta:
presentazione dell'evento all'ingresso, musica dal vivo che parte al
taglio simbolico e virtuale del nastro, primi “oh” alla visione
delle opere esposte, cameriere che gira con un elegante vassoio al
posto del solito, scontato e poco dignitoso (considerati gli
assalti), tavolo del buffet.
