Incrocio
il gregge (che è titubante se attraversare o no la strada) mentre
Radio3 manda Coleman in quartetto. Precedenza alle pecore, ovvio.
Quindi accosto, abbasso i finestrini, spengo il motore. E vorrei
scendere, ma Coleman stesso dapprima me lo impedisce. Un’incisione
forse del ’60 (vagamente country) con Charlie Hadel al
contrabbasso, nel super-silenzio musicale della maestosa conca di
Campo Imperatore, quando mi ricapita…
