Fosse esistito iI sindacato, in
quell’estate del 1772, non avremmo avuto la haydniana Sinfonia n°
45 in Fa diesis min. con il sorprendente finale che le valse il
titolo di “Sinfonia degli addii”. Perché Haydn non avrebbe forse
composto - per convincere l’esigente principe Esterházy a mandare
finalmente a casa dalla residenza estiva gli esausti musicisti al suo
servizio - una sinfonia dall’inusuale impianto complessivo: con
novità e allusioni agli umori dei componenti della Cappella Musicale
che non sarebbero sfuggite al musicalmente acculturato principe, e
con quel finale Adagio in cui gli strumentisti smettono di suonare ad
uno ad uno, ad uno ad uno spengono la candela del leggio e… se ne
vanno.
