09/07/26

RADICI

  foto Le carré

XXXIII Festival

Civitanova Danza 2026

 

NÄSS (LES GENS)

Coreografia di

FOUAD BOUSSOUF

 

Centre Chorégraphique National du Havre Normandie 

 

Teatro Rossini – Civitanova Marche

3 luglio 2026



 

... è ciò che percepisco ogni volta che torno in Marocco: una società che ha trovato una voce unica tra modernità e un profondo radicamento nella tradizione immutabile. Questo contrasto mi attrae e sprigiona una forza che cerco di catturare, osando affrontarla attraverso la danza.

Fouad Boussouf

 

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L'imprescindibilità delle radici, delle vibrazioni che dal legame con la propria terra si propagano al nostro essere, ne modellano l’identità e la intrecciano saldamente al respiro del mondo: è, tutto questo, fondamento di una visione dell’esistere che Fouad trasforma in coreografia e narrazione, dialogo interculturale e ricerca di universalità. Una sorta di effervescente “sacro tumulto” ne scaturisce sul palco, all’incrocio fra tradizione e modernità.

Näss, dunque: Popolo, in arabo. Non c’è altro punto da cui partire che questo, se si è in cerca di radici: il popolo. 

E nel Marocco degli anni ‘70 “Näss el Ghiwane” fu il nome che un carismatico gruppo musicale si diede, e ai suoni e alla cultura della tradizione si ispirò per farsi portavoce di istanze sociali e protesta popolare.

Sul solco tracciato dai Näss, con l'eccezionale aura che li accompagnò, Fouad rivive le tradizioni delle danze marocchine e le suggestioni della cultura Gnawa* (fusione di tradizioni subsahariane e sufi islamiche): e lo fa in una prospettiva dialettica, così che il sostrato culturale si combini con la vasta gamma di tecniche della modernità coreografica e musicale - dal jazz all’ hip-hop alla danza urbana - e di ciascuna trascenda i confini culturali, ne risolva i contrasti.

La “performance esplosiva e sensuale” che ne nasce, col suo linguaggio di movimento corale e unificante, è al tempo stesso celebrazione di unità e fratellanza, e tensione ideale al superamento di barriere culturali, di muri ideologici che sono tristemente cifra del nostro tempo confuso.

In quella sorta di rito collettivo che ne scaturisce, ogni singolo interprete è portatore di un vocabolario di movimento che è tuttavia di assoluta unicità: pura energia dinamica, disciplinata da padronanza assoluta di una vasta gamma di tecniche. 

L' ispirata regia coreografica ne raccorda ogni elemento in un unicum potente e coeso: vi percepiamo, anche là dove la danza trascinata dall’ ipnotico tessuto musicale sfiora la trance, il fluire - quasi palpabile da un danzatore all’altro - di una corrente che è affinità profonda, condivisione e fratellanza - pur nella provenienza dei danzatori da formazioni tecniche e background diversi - e che è forse, molto semplicemente, gioia di vivere.


Nello studio - quasi cesellato - del singolo gesto, i corpi sono altorilievi scolpiti su una scena spoglia e rigorosa, dove il ritmo dei piedi nudi scandisce ipnoticamente il tempo, e il moto ora individuale ora collettivo ma sempre energicamente unitario riempie lo spazio di quel respiro fisico e mistico al tempo stesso - così lo stesso Fouad - che è soprattutto esaltazione generosa e potente della collettività.

 

Le radici berbere del coreografo - figura di spicco della danza contemporanea internazionale, insignito in Francia del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres -emergono orgogliosamente vivide in questo Näss: seconda creazione di un trittico il cui filo conduttore - la memoria del mondo arabo - non è accademica e astratta evocazione bensì materia su cui innestare la comprensione del presente.


È così che per Fouad le atmosfere quasi mitiche dell’infanzia, il mondo arabo della sua immaginazione, gli sconvolgimenti conosciuti dalla sua terra diventano altrettante forme da stilizzare attraverso la danza: e questa, con la sua carica tribale e fisica, con la sensualità unita alla perfezione tecnica dei suoi interpreti, diviene poderoso vivificante strumento di riconnessione con le vibrazioni interiori e con le proprie radici.

 

 

 *Riconosciuta dall'UNESCO Patrimonio Immateriale dell'Umanità

 

Sara Di Giuseppe - 9 luglio 2026
 

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