[ma quando mai! niente paura, basterà mercanteggiare,
dare qualcosa in cambio…]
*Questa la comunicazione shock, l’ordine lampo dalla Regione Marche “Togliete subito quell’enorme coperchio di cemento sull’Albula ad uso parcheggio (riservato) dell’Ospedale Civile. Riteniamo sia potenzialmente pericoloso, se il vostro torrente s’incazza. Somari! non andava costruito così!”
ZAC! Una tegola sul cranio. Improvvisa. Tanto che ai poveri sambenedettesi è venuta la faccia luttuosa e gli ha preso un colpo da andarci dritto all’ospedale (ma a piedi, date le circostanze) o da morirci (per il cimitero: pochi metri ancora, la prima a destra). Un po’ come quando caschi bel bello dal pero e ti piomba addosso la dura realtà: che bruscamente prendi coscienza e arrivi alla solare consapevolezza che quest’utile e massiccia operazione di edilizia social-sanitaria (nata nella più ibrida casereccia legalità) doveva e poteva essere studiata/progettata/risolta in ben altro modo. Non con un’ottusa soffocante colata di cemento e asfalto, ma nel rispetto vero dell’ambiente, della sicurezza idraulica e della funzionalità.
[Come dicevamo, da Verdi, un’era geologica fa]
Ma dai, è uno scherzo-da-prete, un pesce d’aprile a febbraio, una burla. Vedrai vedrai… scommettiamo che il parcheggio resta così? Qua da noi non si demolisce mai niente di abusivo e di illegale, anzi si incentiva (a norma di legge, eh!) qualunque abuso edilizio ostile. Con condoni e sanatorie.
I sotterfugi fanno curriculum, premiano, rendono. Come minimo son voti.
Di sicuro, se non si tratta di uno stupido scherzo di carnevale o roba così, questa inaspettata esagerata tardiva ingiunzione di abbattimento del discusso parcheggio potrà, con calcolata malizia politica, addirittura ri-negoziarsi notturnamente nelle alte sfere.
È quello che si fa sempre in questi casi. Non subito, però: adesso l’impiccio va a fagiolo per caricare (a salve) la propaganda per l’elezione del nuovo sindaco. Occasione troppo ghiotta per farsela scappare, tant’è che ci si son buttati tutti in salto carpiato: recriminando, promettendo, giustificando, pontificando. Siamo in piena mareggiata elettorale.
Che sia la prossima amministrazione di scappati di casa - con l’obiettivo di accattare una qualche sanatoria - a mettersi di buzzo buono per trovare una soluzione. Magari giocandosi una carta dello stesso “peso”. Tipo - mi butto a indovinare - quella seconda (!) Cassa di Colmata al porto che incombe sulle nostre teste. Tipo: “sì, ce la prendiamo ‘sta monnezza, ma non toccateci il parcheggio.”
Facciamo cambio, recitava una vecchia pubblicità di pellicce di qua. Schifezza ambientale per schifezza ambientale. Vincono tutti e tutti perdono. E ci terremmo - so’ soddisfazioni! - anche la surreale sfilza di 6 (sei!) cartelli di divieto d’accesso, le sbarre storte, i cordoli sbriciolati, l’intreccio di strisce stinte da espressionismo astratto e tutta quella diffusa bruttezza stratificata intorno. Ci teniamo.
Ah, se invece - malauguratamente e con crudeltà beffarda - l’evento distruttivo dovesse realizzarsi in questi tempi abbreviati, l’apocalittica demolizione del parcheggio ammirata dai piani alti del verde-rigato ospedale, per i malati sarebbe davvero uno spettacolo…“bello da guarire”!
PGC - 10 febbraio 2026
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