20/01/26

LA FINE DEL MONDO, L’ultima rivista di fumetti (N.0, 12/2025)*



Questo numero “zero” mi ha riacceso l’interesse che ho avuto da ragazzo per questo genere d’arte, grazie anche al titolo davvero efficace e dai diversi significati (ciascuno se li può dare una volta sfogliato).
 
Al tempo mi fornivo spesso in edicola di periodici, più facilmente di architettura e design… (le mie passioni si affinarono grazie a Domus, Interni, Ottagono, Lineagrafica, Modo e a volte Casamia). Ricordo che sul ‘fumetto’ si trovava e si pubblicava tantissimo. Erano fine anni ’70 inizi ’80… C’era l’imbarazzo della scelta, ma non sono mai riuscito ad appassionarmi a un autore, tranne al raffinatissimo e fantastico Moebius che trovavo su Totem e del quale ricordo ancora qualche tavola… Il genere ‘fantascienza’ mi ha sempre intrigato, seguito soprattutto attraverso il cinema. Ma torniamo a “La fine del mondo”, oggetto di queste brevi impressioni.

Tale numero (“zero” in editoria è il punto di partenza di un’idea, progetto da sviluppare o confermare poi con le successive uscite, o come prototipo per saggiare la riuscita o meno di un ‘numero’) l’ho acquistato su segnalazione dello stesso inventore: Maicol & Mirco, il nostro Michael Rocchetti. Lo stesso ci ha atteso, me ed altri appassionati, per autografarci le prime copie acquistate, proprio davanti all’edicola di via Manzoni. In cambio, si fa per dire, mi ha chiesto semplicemente una cosa: France’, fammi sapere che ne pensi.
Anche se un po’ in ritardo per quanto avrei voluto, eccomi qua: è un gioiello di linguaggi illustrati, un’antologia a episodi che parla del nostro tempo, distopico per quanto assurdo, fatta da ‘strisce’ graficamente ben organizzate con testi e inquadrature, schemi creativi dove i testi ruotano attorno alle figure o ‘tavole’ silenziose dove la parola è quasi assente e la fantasia e l’immaginazione del lettore sono chiamate a ricostruirne il senso. Le finestre immaginarie che si aprono sono svariate: un mondo cinico, meschinità, gli affetti, la vita quotidiana fatta di illusorie speranze, inganni, il richiamo all’Aldilà evocando Satana da una bambina di sei anni, Luisa… Quasi tutte queste storie proseguiranno nei prossimi numeri. La suspanse è assicurata.
 
Maicol è così riuscito a raccogliere in questo “zero” un folto gruppo di maestri dell’illustrazione parlante, del racconto per immagini, dell’arte popolare come lo è stata quella dei bassorilievi e degli affreschi medievali.

Questa invenzione editoriale (per me non un remake di qualcosa già visto dal punto di vista dei ‘segni’ e dei contenuti), abbinata al quotidiano Il Manifesto, uscirà mensilmente in edicola ad un costo veramente modesto… molto adatto persino alle mie tasche. Il prossimo e Primo Numero sarà in edicola mercoledì 28 gennaio.

Accenno ai contenuti citando solo 5 dei primi 13 autori presenti in questa uscita, a me familiari e dei quali, infine, c’è un’utilissima anche se breve biografia: Gipi, Zerocalcare, Maicol & Mirco, Bruno Bozzetto e Blu (quest’ultimo presenta una sola tavola che meriterebbe un 70x100, come per ‘scrutare’ un’opera di Bosch).
Se non è proprio La fine del mondo, sarà l’inizio di un altro.

* Formato 20,5x29, 68 pagine a colori, carta usomano, costo 4€
https://ilmanifesto.it/la-fine-del-mondo?mtm_campaign=fine-del-mondo&mtm_source=newsletter-totale&mtm_medium=brevo

Francesco Del Zompo - 20 gennaio 2026

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