sabato 8 marzo 2014

Continua... I finali dei film riscritti dagli uttiani: "I compagni"

Il professor Sinigallia viene portato via da due poliziotti dopo gli scontri fra i soldati e gli operai in sciopero che volevano occupare la fabbrica. I soldati hanno sparato e Omero è rimasto ucciso. Raul è costretto a scappare in Svizzera perché individuato e schedato durante gli scontri. Il film finisce con il cancello della fabbrica che si chiude dietro le spalle del fratellino di Omero che insieme a tutti gli altri operai si avvia al lavoro.
I primi anni del secolo... gli anni in cui cominciava la guerra santa dei pezzenti... Mario Monicelli ha girato I compagni nel 1963, in un bellissimo bianco e nero. Ha ambientato il film nel periodo che canterà Guccini, nel 1972, con La locomotiva.

E' il periodo dei primi scioperi operai, il Partito Socialista, per la prima volta, appoggia il governo, nasce la FIOM, ma anche la Bocconi, dopo Zanardelli diventa primo ministro Giolitti, Pellizza da Volpedo dipinge il Quarto Stato, Guglielmo Marconi trasmette il primo messaggio via telegrafo senza fili, i tre punti della lettera S dell' alfabeto Morse, dalla Cornovaglia a Terranova, l' anarchico Bresci spara al re Umberto 1° per vendicare gli operai uccisi dal generale Beccaris, Puccini scrive La Tosca, muoiono Giuseppe Verdi e Nietzche, Einstein elabora la teoria della Relatività ristretta, John Danton costruisce il primo juke-box, Lenin, leader dei Bolscevichi, rifugiato in Svizzera, sta preparando un giornale... Dalla prigione il professor Sinigallia fa pervenire a Raul un biglietto con l' indirizzo di alcuni compagni di Lugano.

'Non molla proprio mai, quello - dice Raul a Adele - anche in prigione

pensa sempre agli altri.' A Lugano Raul incontra alcuni compagni socialisti che lo indirizzano a Zurigo, dove trova lavoro in una piccola tipografia. Fin da subito si accorge che quella è una tipografia particolare. Avverte confusamente un' atmosfera strana, vede che ci sono spesso riunioni e discussioni, in soffitta. Entra ed esce gente taciturna, attenta, tutti hanno sguardi e comportamenti non proprio normali. Sente parlare lingue sconosciute. Chiede ai suoi compagni di lavoro che all'inizio si dimostrano restii a parlare. Poi, quando lo conoscono meglio, gli dicono che cosa stanno facendo. Alcuni esuli russi stanno preparando un giornale che attacca il regime zarista e incita gli operai e tutti gli altri proletari alla rivoluzione. Il giornale sarà distribuito in Russia. Ma bisogna stare attenti, gli esuli sono tutti controllati e spiati dalla polizia zarista. Il loro capo sembra essere un uomo calvo, con baffi e pizzo, sempre vestito di nero. Raul ha sentito chiamarlo in vari modi, a volte Vladimir, a volte Ilijc, ma più spesso compagno Lenin. Raul lo saluta sempre con rispetto, accennando ad un piccolo inchino, e il russo spesso gli sorride. Ha due occhi scuri, penetranti. Nelle ore libere Raul studia, legge, impara il francese, un po' di inglese e di tedesco. Scrive ad Adele per raccontargli tutto e chiede sempre notizie del Professore. Ci sono state le elezioni, e il Professore è stato candidato dal Comitato regionale Socialista, per farlo uscire di prigione.

Il partito Socialista avanza, prende il 20%, il Professore viene eletto.

Ma nel paese la maggioranza è ottenuta dai moderati appoggiati dalla Chiesa.
Papa Pio X spinge i cattolici all' attività politica per arginare l' avanzata socialista. Raul dice a Adele di dare il suo indirizzo al Professore, perché lui molte cose non le capisce, e vorrebbe sentire le sue opinioni, perché ha l' impressione che si stia preparando qualcosa di grosso. In un giorno di ottobre del 1904 il Professore arriva a Zurigo. Dice a Raul che Lenin è un famoso rivoluzionario marxista, ha fondato La Lega per la lotta per la liberazione della classe operaia. E' stato arrestato ed esiliato in Siberia, poi è fuggito a Londra, a Monaco e a Ginevra. Hai visto come si chiama il giornale? Iskra, la scintilla. Forse è quella che farà divampare la fiamma.

Il 22 gennaio 1905 scoppia in Russia la prima rivoluzione. A San Pietroburgo i Cosacchi sparano sulla folla che portava una petizione allo Zar. A luglio l'equipaggio della corazzata Potèmkin si ammutina e bombarda il porto di Odessa. Si costituiscono i primi Soviet, i Consigli Operai, che indicono uno sciopero generale. Lo zar Nicola II° concede la formazione di una Duma, un fittizio parlamento. Ma gli operai continuano la lotta, ci sono altri scioperi.

A dicembre i Cosacchi, a Pietroburgo, reprimono nel sangue una rivolta
che minacciava di diventare un vera rivoluzione in tutta la Russia
Bisogna andare, Raoul, bisogna andare in Russia! Questo è solo l'inizio! Forse le masse oppresse finalmente saranno libere, potranno vivere la loro vita come esseri umani e non bestie! Le fabbriche e le campagne saranno veramente loro, le fabbriche e le campagne dove hanno buttato da sempre sudore e sangue !
Io vado, Raul, io devo andare. Ma tu... lo so, tu hai Adele, sei giovane, vuoi vivere con lei, hai ragione, ma io non ho nessuno, non ho nessuno che si preoccupa per me, e la voglio fare questa pazzia, e anche se sarà l'ultima, non fa niente, perché certe volte non si può più stare a guardare.



Silvio “Gino” Piergallini

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