Scusate se non parlo di una tragedia di peso mondiale come la disfatta della nazionale di calcio italiota, bensì di un tema del tutto secondario e marginale come le guerre e le catastrofi in corso.
Il fatto è che abbiamo un governo che quotidianamente sforna perniciose cialtronerie al ritmo di braciole arrostite alla Bisteccheria d’Italia.
Il fatto è che abbiamo un ministro della guerra che gli passano sulla testa gli aerei USA senza chiedere scusi si può? e lui se ne accorge quando di colpo sctùmp! gli si stappano le orecchie.
Perbacco, dev’essersi detto, questo non si fa. Quindi niente atterraggio a Sigonella, dietro front, marsch, a casetta vostra, con noi non si scherza.
Che statura, signori miei, che coraggio, che muscoli!
Avercene, statisti così.
Infatti la grande stampa in preda all’estasi plaude alla prova di forza, tira fuori il Craxi dell' '85 e il rifiuto di consegnare all’America i terroristi palestinesi della Lauro atterrati a Sigonella, rivendicando all’Italia la competenza territoriale e giuridica, con conseguente incidente diplomatico (salvo poi lasciare andar via senza processo Abu Abbas capo dei terroristi…)
Senonchè stavolta nessuna prova di forza da parte italiota nei confronti degli USA (opperbacco, niente eroi?...), ma solo l’applicazione di un vincolo normativo: l’uso delle basi americane in Italia per azioni legate a teatri di guerra è consentito soltanto previa approvazione del Parlamento italiano.
Gli americani - furbi o sbadati - si sono ricordati di avvisare quando gli aerei erano già in volo e il ministro della guerra s’è svegliato per il rumore che facevano e non c'era tempo di riunire il Parlamento… Errore umano, distrazione, so’ ragazzi.
Tutto normale dunque, signori miei, non strumentalizziamo e bando alle ciance. Nessuna eroica disubbidienza italiota all’Ammerica.
“L’Italia rispetta i trattati” si sgolano come un sol androide Crosetto e Melona. E "le basi sono attive, in uso, nulla è cambiato.”
E ne sono fieri…
Mica siamo la Spagna di Sanchez, noi!
Ma ci sarebbe quell’inciampo, quel benedetto Articolo 2 dell’Accordo Quadro bilaterale Usa-Italia del ’54 che consente l’uso delle basi in Italia solo per operazioni NATO; e che - nella forma ammorbidita del ’95 - in caso di operazioni non NATO, vincola comunque l’accesso alle basi al consenso del governo italiano previa approvazione parlamentare.
Bubbole: i nostri governanti, che ne sanno una più del diavolo, con la giravolta contorsionista che l’essere fantocci e marionette consente loro, eludono serenamente il vincolo, e quegli aerei possono muoversi dalle basi americane in Italia verso zone di guerra senza richiedere consenso alcuno essendo voli cargo, dunque impegnati in attività non cinetiche ma logistiche. Et voilà.
Basta far credere ai gonzi, con l’avallo della (dis)informazione giornalistica e mediatica, che dare supporto logistico di ogni tipo agli apparati militari di paesi impegnati in teatri di guerra non significhi aiutare quelle stesse operazioni belliche ed essere quindi alleati e complici di bombardamenti e quant'altro.
Ed è esattamente ciò che fanno da settimane, con gli aerei americani liberamente in volo dalle basi italiane verso l’Iran e i paesi del Medio Oriente coinvolti nella guerra, nel silenzio complice della maggior parte della stampa, nell’inerzia delle opposizioni, col tacito avallo (ma non mi dire...) del capo dello Stato.
Siamo i migliori nel ramo: l’abbiamo fatto in altri anni e in altri scenari di guerra come in Iraq e altrove, dando supporto logistico e armi e uomini con tanto di autorizzazione parlamentare e firma del capo dello Stato (Parlamenti e Presidenti hanno sempre dato il loro consenso!).
Ci siamo sempre stati anche noi, nella distruzione di quei paesi e delle loro popolazioni; lo facciamo ancor meglio oggi perché siamo più furbi e sappiamo nasconderci dietro i cavilli, mascherando da attività logistica (non cinetica, eh!) quello che è a tutti gli effetti il nostro supporto ad una guerra illegale e alla catastrofica distruzione di interi territori.
D’altronde vuoi mettere la soddisfazione, per l’Italia, di essere “una piattaforma geostrategica unica all’interno dell’Europa” per gli interessi ammericani? Lo dicono loro stessi in documenti diplomatici, che ”l’Italia è la sede dalle più vaste capacità militari che noi americani abbiamo in qualsiasi parte del mondo fuori dagli USA” *
Dunque no panic: l’Italia non è una femminuccia come la Spagna di quel mollaccione di Sanchez, né si è mai sognata di dire “noi non parteciperemo in nessun modo a questa guerra” (per esempio vietando i nostri cieli ai sorvoli USA e l’uso delle basi americane sul nostro territorio in operazioni non Nato).
Diamine, signori miei, siamo uomini o caporali?
Forse che non è la guerra la fonte e il coronamento di ogni celebrata impresa? E che c’è di più pazzesco dell’impegnarsi, per non so quali cause, in un confronto da cui, immancabilmente, ognuna delle due parti trae più danno che guadagno? (..) C’è bisogno di gente ben piantata, con moltissima audacia e pochissimo cervello (…) Per il resto questa impresa tanto egregia della guerra è affidata a parassiti, ruffiani, briganti, sicari, imbecilli, debitori e altri rifiuti del genere (…)
(Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia, 1509)
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*fonte: Stefania Maurizi, giornalista freelance, intervistata da Peter Gomez
Sara Di Giuseppe - 3 aprile 2026
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