domenica 26 luglio 2020

Per il 40° de "Il Flauto Magico", Sala da tè - 1980/2020


Quattro amici al Flauto Magico          
          

          Eravamo quattro amici al bar*          
          che volevano cambiare il mondo
          destinati a qualche cosa in più
          che a una donna e un impiego in banca
          Si parlava con profondità di anarchia e di libertà
          Tra un bicchiere di vino ed un caffè
          tiravi fuori i tuoi perché
          e proponevi i tuoi farò…  …                  *Gino Paoli, 1991


          Così Settimio, Maurizio e Rossella, e io
          giusto 40 anni fa ci mettemmo in testa di aprire una Sala da Tè.
          Noi, per niente del ramo (ma Rossella era brava a fare i dolci)
          Con poche lire, ma tante idee.
          Inventammo tutto, e copiammo pure, ma nei bistrot di Parigi
          Imparammo il tè. Insegnammo il tè.
                    Solo uno di noi è ancora qua.
                    Ma noialtri tre gli siamo sempre vicino.
                    Quarant’anni non bastano per separarsi.


Domenica 26 luglio 2020                        giorgio

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Non solo tè


Noi tutti invecchiamo aggiungendo al medagliere della vita i segni della battaglia. Sommiamo cicatrici, perdiamo fili e fili dalla testa, tonicità e forza dei nostri muscoli, lucidità di pensiero. Ma certi luoghi non invecchiano mai. Anzi, aumentano di fascino, e più avanzano negli anni maggiore diventa il loro carisma.

Entrano a far parte della nostra memoria. Luoghi di incontri a volte speciali che vedono scorrere vite, generazioni. Loro sì che cambiano! Forse nelle mode, nel portamento, ma non nella formula dell'incontro. Chi ci trova una fine, chi un inizio, ma quasi tutti ci trovano un rifugio di convivialità in sana e corroborante amicizia.

Quarant'anni fa non conoscevo quasi nessuno della mia città, oltre a pochi compagni di studi e di passioni. Alcuni erano fuori come spesso lo ero io. Per nulla vivevo queste strade e di certo non ho prestato caso alla Sala da tè che apriva. Lei nasceva quando per me il tè era una bevanda sconosciuta. Ancora adesso lo è.
Non conoscevo i loro fondatori, e per lunghissimo tempo non c'ho messo piede. Se l'ho fatto un giorno è per l'ospitalità offerta alla nostra rivista UT. Una scoperta vera. Indimenticabili serate a discutere di cose più o meno di senso. Temi, suoni e voci che solo lì abbiamo espresso, in simbiosi e in armonia con le calde pareti del Flauto.

Grazie alla sala da tè Il Flauto Magico di via Custoza ho riscoperto il punch al mandarino, della buona birra e dell'ottimo vino accompagnati dalle note di Tamino.

Grazie anche a Maurizio, Rossella, Marisa, Clara, Giorgio e Settimio… oltre ai tanti che vi fanno capolino.


Francesco (detto Frank) - 26 luglio 2020
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