martedì 20 marzo 2018

Pensiero per Massimo, da Vittoria

Non voglio fare uno di quei soliti discorsi scontati o memorial banali... perché Massimo sicuramente non era né una persona scontata né sicuramente banale.
Massimo era una di quelle persone più uniche che rare: un uomo sprintoso, sempre pronto a battersi per la causa, pronto a dare tutto se stesso incondizionatamente. Stare con lui non era mai noioso, sapeva sempre strapparti un sorriso con i suoi racconti e le sue risate contagiose: insomma, la sua presenza era sempre un dono speciale. Poi di persone puntuali e meticolose come Massimo se ne incontrano davvero poche, come del resto era raro il suo talento con le parole... eh si, Massimo con le sue parole ti faceva volare, scriveva con una facilità che può nascere solo da uno spirito libero come lui. E proprio la libertà era il suo canto di battaglia. E lui questa libertà la nominava spesso, soprattutto quando parlava del suo caro Jacopo e della sua band: diceva che si rivedeva tanto in lui... E poi quando parlava della sua Veronica, che dire! La sua dolce splendida figlia, che di recente gli ha fatto davvero un inaspettato e magico regalo: una bellissima nipotina... aveva paura di non riuscire ad affrontare questo cambiamento, ma quando è nata ha detto “ma quanto è bella!”.
Per quanto mi riguarda, caro Massimo, tu sei stato per me un maestro, un idolo della letteratura e della scrittura. Fin da quando ero piccola ti ho sempre chiesto consigli e tu mi hai regalato vere e proprie perle di saggezza... l’ammirazione che provo per te è indescrivibile. Mi ricordo di quando ti feci leggere la mia tesina di terza media, o di quando mi desti i primi consigli di lettura... e ora quei libri che mi hai regalato valgono per me più dell’oro.
Ma ormai la scrittura non era più il tuo solo interesse: ti sei tuffato a pieno nel mondo dell’arte insieme a nonno e nonna, cosa che ti faceva venire in mente sempre tuo padre... avevi raggiunto a pieno quella sensibilità artistica rarissima, avevi capito tutto... e poi quanti lavori fatti insieme, quanti libri, quanti racconti su sculture e dipinti, quante cose!
Ormai per noi era la quotidianità vederti lì allo studio con i miei nonni a lavorare e progettare idee fantastiche... per loro eri un punto fermo, un amico prezioso, qualcuno con cui confidarsi e scherzare, per loro ci sei sempre stato e il rapporto che vi legava era indescrivibile...
E poi come dimenticare gli ultimi viaggi, come quello a Urbino: eri così felice di rivedere il luogo in cui hai trascorso anni bellissimi e spensierati, la tua adorata università, il cortile in cui giocavate a palle di neve quando nevicava, la cattedrale in cui sei entrato solo una volta finiti gli studi, perché dicevi che altrimenti avrebbe portato sfortuna.

Ma poi il primo colpo al cuore è arrivato il 5 di febbraio con questa tua email in cui ci aggiornavi sullo stato della piccola nipotina, poi ho scritto:

“Veronica ovviamente sta ad Ancona e io sono attaccato al telefono, cosa che mi ricorda fatti che credevo fossero sepolti nella memoria.
Tanto è... certo che questo 2018 ha avuto un inizio sfolgorante e non sono convinto sia finita qui.
Il Maestro si è rimesso? Del giovanotto non si potrebbe proprio fare a meno.
Spero di riprendere presto la mia quotidianità visto che non riesco a scrivere un articolo manco sotto tortura.
Un abbraccio grande a Marisa e a presto, spero.
Massimo”


Oh Massimo... mi sembra che tutto questo non sia reale, mi pare come se tu avessi voluto scrivere un racconto sulla tua ipotetica scomparsa... Già ti immagino a dire : “Sicuramente sulla locandina ci deve stare una mia foto mentre fumo, e poi, io non posso che essere vestito con bretelle e cappellino!”. Caro Massimo, come vorrei che fosse così, come vorrei fosse stato tutto un brutto sogno o uno scherzo orrendo... non sai quante volte mi sono detta “Ma ti sembra giusto andarsene così? Che modo è questo?”... Il punto è che senza di te niente sarà più come prima, ormai facevi parte della nostra quotidianità, e non vederti più lì allo studio seduto vicino a nonno e nonna mentre scherzate e lavorate al computer, per me sarà un’enorme sofferenza. Tu ci manchi, Massimo, sei parte di noi, non riesco a immaginare che ci siamo dovuti salutare, che non potrò più farti domande, non potremo scambiarci i libri o concludere tutti i meravigliosi progetti... ma come hai scritto tu stesso nel tuo ultimo post “Inizia un’altra fase, magari la più difficile. Importante però è andare avanti...”. Ti voglio bene Massimo.



Vittoria Amadio - 5 marzo 2018


Marisa Marconi, Massimo Consorti, Vittorio Amadio

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