giovedì 1 maggio 2014

Un “lampo rosa” alla Camera dei Deputati. 17 scrittrici marchigiane raccontano la loro regione, la storia, l'attualità


Il 29 di Aprile, presso la Sala Mercede della Camera dei Deputati a Roma, è stata presentata l’Antologia “Femminile plurale. Le donne scrivono le Marche” , Vydia Editore, Montecassiano (MC).
Un evento discreto, all’interno del grande Palazzo Marini, che ha visto avvicendarsi l’On. Irene Manzi, la scrittrice Cristina Babino (curatrice del volume), Luca Bartoli (Editore), Alessandro Seri (poeta e direttore editoriale) a presentare il lavoro di diciassette scrittrici marchigiane che raccontano le Marche, viste sotto il profilo dell’attualità e della storia. “Dal racconto alla prosa d’arte, dal saggio breve alla scrittura della contemporaneità, per un progetto corale che interpreta un territorio tra bellezze e ferite, ne indaga le eredità culturali ed artistiche, unisce il vissuto e la memoria allo slancio verso il futuro.”


Erano presenti le autrici: Allì Caracciolo, Maria Lenti, Enrica Loggi, Caterina Morgantini, Natalia Paci, Anuska Pambianchi, Daniela Simoni e Eleonora Tamburrini, che hanno illustrato i loro saggi davanti a una platea attenta e compresa.
L’atmosfera, nel cuore di una Roma pluriaffollata e vorticante per gli eventi civili e religiosi contemporanei, era quella raccolta e quasi pudica dell’evento culturale, per un libro assolutamente originale, una voce forte della nostra Regione, la somma di più proposte e prospettive artistiche che tendono a imporsi col carattere tipico della marchigianità: terra di confine ma anche eco profonda della poliformità della Nazione, nella riservatezza e nello slancio, nel pudore e nel senso profondo e originario del suo peculiare valore.
Proponiamo un estratto dal capitolo “Crivelli e la grazia del Piceno” di Enrica Loggi:


Sono sola davanti al capolavoro. L’immagine della Maddalena prende tutta la mia attenzione: una meraviglia inaudita.
Nella piccola stanza dal soffitto a capriate, c’è solo un sedile lungo dove mi appoggio sopraffatta da uno stupore che è come la nebbia disturbata di un ricordo. Aspettavo quest’incontro, perché Lei mi raccontasse di sè qualcosa di ancora sconosciuto. Eccola nel suo millenario silenzio, parlare a chi guarda con l’occhio del profilo sinistro che sembra colto in fallo, smarrito nel disegno perfetto di tutta la testa bionda cerchiata da una coroncina di perle che scendono sulla fronte, sotto un velo che aleggia sul fiotto dei capelli. Il volto è chiuso in una domanda, che è un invito, un richiamo a seguire la sua scia ineffabile.”


Il libro è disponibile presso le migliori librerie della Regione, e on line su: http://www.vydia.it/

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