giovedì 31 luglio 2014

XTERRA Triathlon off-road* a Scanno: come l'Abruzzo. Cronaca di un evento con note di colore

Sono come l’Abruzzo, gli atleti di questo XTerra Triathlon off-road a Scanno: tosti e allegri, spigolosi e infaticabili, scanzonati e saggi. Vengono da ogni paese d’Europa ma oggi somigliano tutti a questa mia terra aspra, “così bella quando è bella”, quei corpi infangati sono come altorilievi sbalzati sulle rocce a precipizio, rispecchiati nel verde intenso dei pendii boscosi.
La gara è di quelle ruvide, sia nella versione “Full” che nella parallela “Lite”: un off-road che alla nuotata (fredda!) nel lago - una passeggiata, pensando a quello che ci sarà dopo - unisce l’inerpicata in mountain bike su percorsi labirintici, e poi la corsa in saliscendi per chilometri su altrettanto scoscesi sentieri e strade che al confronto le grandi maratone cittadine sono mollezze sibaritiche.
Oggi il regalo atteso e temuto è la pioggia: mentre guardi il cielo e la speranza ti fa vedere la schiarita che non c’è, pensi è-pioggia-estiva-e-fra-un-po’-la-smette. Non la smette. Pensi al freddo che i poveretti avranno nuotando e ti si stringe il cuore, vedi le ruote artigliate infangate pattinanti nella melma, la pioggia che diventa diluvio, mentre sul prato e sotto l’ombrello l’umidità ti penetra e supera ogni riparo. Ma capisci in fretta che qui niente è ciò che sembra a te spettatore, della specie sedentaria degli animali spellicciati, e che la volontà e il gusto di provare se stessi relativizzano fatica e disagio, ne fanno anzi valore aggiunto. Allora riesci a immedesimarti in quei sorrisi - un unico color fango dai capelli alle scarpe alle bici - e in quel trionfo allegro del tagliare il traguardo a fine maratona, luridi di melma e fradici di pioggia ma fieri e belli come fossero in abiti di gala. Ci sono i veterani che già “fecero l’impresa” e la sperimentano ancora, e ci sono i neofiti: per tutti non è solo gara e voglia di mettersi in gioco, è anche forse un rituale panico da compiersi in un “percorso naturalistico tra i più suggestivi al mondo”, dove magari incontrare leggendarie presenze, Orlando o il potente mago Baialardo, o madama Angiolina…
Al lago si arriva con viaggiare lento, la strada s’incunea tortuosa e strettissima fra rocce a picco e canyon: quando il lago si apre alla vista, ti disorienta il pittoresco caravanserraglio della manifestazione, ti sembra che profani il respiro antico del luogo. Ma sono attimi, in breve si è dentro lo spirito dell’evento: neppure l’orso marsicano che è in me riesce a infastidirsi per la confusione. Percepiamo che qui la grande bellezza sta nel grande rispetto per la natura, per un paesaggio che nella sua unicità si offre generoso all’amore di questi pazzi furiosi. Ed è così che col suo sorprendente perimetro a forma di cuore, con le quinte severe dei suoi monti, il lago finisce per apparirmi oggi un gigante bonario e divertito, disposto ad accogliere questa banda di pacifici guerrieri e a ricambiarne l’amicizia sincera. Anche la pioggia dopo ore s’è arresa: ha perso, ci vuol altro per intimorire quest’Invincibile Armata.

*XTERRA è la gara più famosa e prestigiosa delle competizioni di triathlon off-road” (UV Unique Visitor)




Sara Di Giuseppe

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