Di giorno e di notte. Magari mentre la radio manda le solite musicacce o la velenosa pubblicità.
Sarebbe una gustosa ventata d’aria buona, un abbraccio leggero d’amicizia, di cortesia e di calore umano. Di cultura volante.
Un tuffo nel jazz per “uscire dall’ombra dei nostri armadi”.
E poi, ogni aprile, organizzare al Cotton Lab di Ascoli un piccolo grande Festival Jazz virtuale, un “Sergio D’Auria Jazz Fest”, cui parteciperebbero a turno
le centinaia di musicisti che negli anni sono passati al Cotton e che – senza Sergio – non avremmo visto, ascoltato e conosciuto.
Arrivederci, Sergio.
PGC - 30 aprile 2021

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